Il Tirreno

Prato

Bambine molestate, nuovo appello: "Niente paura, fatevi avanti"

di Paolo Nencioni
Al centro Francesco Nannucci, capo della squadra mobile (foto Batavia)
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Al centro Francesco Nannucci, capo della squadra mobile (foto Batavia)

Sono 12 le segnalazioni finora arrivate alla squadra mobile, ma la polizia è convinta che gli episodi sono molti di più

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PRATO. Un nuovo appello è stato lanciato oggi, 11 giugno, dal capo della squadra mobile di Prato, Francesco Nannucci, alle ragazzine che nel corso degli ultimi mesi potrebbero essere state molestate da un operaio di 42 anni arrestato il 6 giugno con l'accusa di violenza sessuale. In totale, ha spiegato Nannucci, sono 12 i casi finora segnalati alla polizia (di cui tre con riconoscimento fotografico dell'indagato), ma la squadra mobile è convinta che siano molti di più. Cinque segnalazioni sono arrivate dopo l'arresto e dagli accertamenti finora compiuti dalla polizia risulta che l'attività del molestatore seriale avrebbe subìto una brusca accelerazione negli ultimi mesi (ci sono stati anche due casi nello stesso giorno).

Tra le ultime che si sono rivolte alla polizia ci sono anche ragazze più grandi, di 16 e 17 anni. In un caso una ragazza ha detto di essere stata avvicinata da un molestatore che le chiedeva di aiutarlo a fare una misurazione in alto sul muro ma di non aver abboccato perché una compagna di classe aveva avuto la stessa esperienza alcuni mesi prima e l'aveva raccontato a scuola. Per questo l'appello della polizia viene esteso anche alle amiche delle ragazze che potrebbero essere state molestate. In alcuni casi le ragazze non hanno raccontato nulla ai genitori, in altri sono i genitori a non aver denunciato il fatto.

"Ma se i genitori hanno paura di esporre le proprie figlie - ha detto il vice questore Nannucci - io dico che questa è una paura stupida. Si facciano avanti, altri lo hanno già fatto, non li lasceremo da soli". In un dei primi casi la mamma di una ragazza riuscì a prendere tre numeri della targa dell'auto usata dal molestatore e quelle cifre corrispondono a un pezzo della targa dell'auto dell'arrestato, che giovedì si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio di garanzia in carcere.

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