Sicurezza
Convegno sui Rom, invitato il preside Calusi
Dopo le due bufale sul rapimento dei bambini interviene il presidente dell’associazione Nazione Rom
PRATO. «Fermare l'aberrante pregiudizio verso i rom attraverso il dialogo». Con questa motivazione Marcello Zuinisi, legale rappresentante dell'associazione Nazione Rom, spiega l'invito al dirigente scolastico Paolo Calusi, autore della circolare sui rapimenti di bambini, a partecipare a una tavola rotonda organizzata a Firenze dedicata ai bambini rom e alle minoranze etniche.
L'appuntamento è domani alle 9,30 alla Facoltà di Scienze della Formazione, nell'ambito del Progetto "Minority Education trough Arts".
«Seppure non esista nessun caso riscontrato nei tribunali italiani di rapimenti di bambini da parte di persone di etnia rom, questo tipo di storielle continua a riemergere in continuazione inchiodando migliaia di persone a un marchio infamante», spiega Zuinisi.
Le vicende uscite in questi giorni hanno le caratteristiche della classica storiella falsa che conferma un pregiudizio purtroppo diffuso. Un utente di Facebook diffonde un allarme attraverso un post: due bambini rapiti dentro una Coop, portati nei bagni e rasati, salvi solo grazie all'intervento della sicurezza del supermercato. Variante debolmente toscanizzata (il riferimento alla Coop) di una bufala che circola vecchia come il web sui rapimenti di bimbi da parte di rom nei centri commerciali.
La versione originale è catalogata e raccontata sul sito leggendemetropolitane.net, utile raccoglitore di queste mistificazioni. Una verifica lì e magari si scopre che il sorprendente fatto nel quale siamo incappati è in realtà una panzana.
«Non è la prima storia del genere che sento - si rammarica Zuinisi - non sarà l'ultima. A Firenze tre anni fa cominciò a circolare un post denigratorio su Facebook, accompagnato da una foto che ritraeva una donna anziana rom insieme a una bimba bionda sull'autobus. La ragazza che la pubblicò denunciava il rapimento. Io però conoscevo sia la bimba che la signora, che altri non era che la nonna. Intervenni sul post spiegandolo, ma costò molta fatica convincere l'autrice. A quanti altri sconosciuti si riserva un trattamento del genere?».
Oltre che al dirigente scolastico, l'invito è stato esteso al sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini e all'assessore alle Politiche dell'Infanzia e Pubblica Istruzione Rossella De Masi. «Avremmo piacere di avere anche le mamme e i papà che a quel post hanno creduto, perché queste leggende abbiano fine. L'unica via è mostrare i benefici dell'approccio interculturale e i benefici che ha per la vita dei piccoli e degli adulti», conclude Zuinisi.
Libero Dolce
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