Finanza
SE QUALCUNO L’HA SCRITTO ALLORA È VERO...
di Paolo Nencioni Colpisce, nella vicenda della falsa notizia sul tentato rapimento di due bambini alla Coop del Parco Prato, l’assoluta credulità di tutti coloro che hanno letto il post di un utente...
di Paolo Nencioni
Colpisce, nella vicenda della falsa notizia sul tentato rapimento di due bambini alla Coop del Parco Prato, l’assoluta credulità di tutti coloro che hanno letto il post di un utente che magari nemmeno conoscono e non sono stati sfiorati dal dubbio che si trattasse, appunto, di una bufala. Oltre tremila condivisioni, decine di commenti e nessuno, salvo rarissime eccezioni, che abbia avuto il sospetto di essere preso per il naso, nonostante non ci fosse traccia della notizia sui siti web d’informazione, sui giornali o sui principali tg (visto che una cosa del genere, se fosse stata vera, sarebbe stata certamente ripresa a livello nazionale). E’ la conferma che un certo uso dei social network genera mostri e dà un’illusoria sostanza alle paure che da sempre agitano la mente di chi spesso non ha gli strumenti per orientarsi in quella giungla che è diventata la Rete. Il caso dei falsi bambini rapiti sembra anche la conferma di un fenomeno che ormai da tempo è stato studiato dagli esperti del web: la rete, che sembrava poter allargare gli orizzonti mentali dei suoi frequentatori, ha finito spesso per ottenere l’effetto opposto. Si vanno a cercare le persone, le pagine e le notizie (che siano vere o false non importa) che sono più simili a noi e alla nostra idea del mondo. Sono convinto che gli zingari rubino i bambini? Bene, quando leggerò una storia del genere sarò più propenso a crederci rispetto a un’inchiesta che dimostri l’esatto contrario. E quando mi faranno notare che in effetti no, quella cosa non è successa, potrò sempre rifugiarmi in qualche teoria complottista.
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