Finanza
«Ecco perché nessuno segnala i dormitori»
Il sostituto Canovai bacchetta i proprietari dei capannoni. Altri sei giudici in partenza dal Tribunale
PRATO. Nessuno denuncia le irregolarità nei capannoni dove lavorano e dormono gli operai cinesi delle confezioni perché a nessuna delle parti interessate conviene farlo. Non conviene ai confezionisti cinesi e non conviene ai proprietari italiani degli immobili che riscuotono l’affitto. Il concetto è stato ribadito con forza lunedì sera dal sostituto procuratore Laura Canovai nel corso del dibattito su sicurezza e legalità organizzato dal forum Pratopartecipa all’Urban center di via Mazzini.
«Dove non c’è convenienza economica - ha spiegato il sostituto Canovai - non c’è interesse a denunciare un reato. Per dieci anni ho lavorato su questo tipo di reati e finché non ci sono stati i sette morti nell’incendio della confezione Teresa Moda non si è mosso niente. Da pubblico ministero - ha aggiunto accalorandosi - mi sono vergognata di essere pratese per non essere riuscita a portare in aula queste cose se non nei casi più eclatanti. La legalità ci riguarda a prescindere dalla nostra convenienza economica». Applausi scroscianti in platea.
Ovviamente il magistrato parla dei proprietari italiani dei capannoni, perché l’inosservanza delle norme di sicurezza e lo sfruttamento della manodopera clandestina, quando vengono contestati ai titolari cinesi delle confezioni, in aula ci arrivano, ma il risultato non è molto diverso perché, come ha ricordato Laura Canovai, i reati contestati si prescrivono in 4 anni e «non arrivano al terzo grado di giudizio» prima della prescrizione.
C’è stato un tempo, prima dell’incendio di via Toscana, nel quale la Procura contestava regolarmente ai proprietari italiani dei capannoni la presenza di dormitori o l’inosservanza delle norme di sicurezza, ma spesso in aula l’accusa cadeva. Si è così scelto di coinvolgere i proprietari come testimoni, anche se tutti sanno che la gran parte di loro sono pienamente coscienti di quello che accade nei capannoni.
Nel corso del dibattito all’Urban center, cui erano presenti anche l’avvocato Alberto Rocca e il vicequestore Francesco Nannucci, capo della squadra mobile, si è parlato anche dell’annosa questione dell’insufficienza degli organici delle forze dell’ordine e del Tribunale di Prato. Su questo fronte non ci sono buone notizie, anzi. «L’organico della Procura non è mai cambiato - ha ricordato Laura Canovai - Di fatto è lo stesso degli anni Settanta. L’unico rinforzo, in termini di ispettori per controllare le aziende cinesi, è arrivato dalla Regione dopo l’incendio della Teresa Moda e ora, è notizia di tre giorni fa, dal Tribunale andranno via sei giudici nei prossimi mesi. Toccherà fare un appello straordinario per rimpiazzarli: a Prato nessuno ci vuole venire perché qui si lavora come somari, e lo stipendio è lo stesso per tutti».
Paolo Nencioni
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