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Toscana economia

Flash mob dei dipendenti della Popolare di Vicenza sotto il Comune

Ilenia Reali
Il flash mob dei dipendenti BpVi
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Il flash mob dei dipendenti BpVi

"Non siamo complici e carnefici ma siamo le vittime". Il sindaco: "Ho chiesto un incontro al cda e al responsabile del fondo. Chiederò se saranno dati rimborsi ai piccoli risparmiatori, almeno simbolici"

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PRATO. Un flash mob per ricordare che tra le vittime della Banca Popolare di Vicenza ci sono anche loro. I circa 500 dipendenti pratesi e 900 toscani dell’Istituto di credito che da un momento all’altro si sono trovati in mezzo a un terremoto. Tirati per la giacca dai vertici della loro banca e da quei clienti, tanti, che hanno visto i loro risparmi svaniti in un batter di ciglio.

Un presidio sotto il Comune per ribadire il loro amore per Prato e per il loro lavoro (#noisiAMOlanostracittà, uno degli hashtag) e soprattutto da che parte stanno. L’hanno detto simbolicamente con un presidio in piazza del Comune e al sindaco Matteo Biffoni che li ha ricevuti annunciando di aver chiesto un appuntamento con l’amministratore delegato Francesco Iorio e con il nuovo cda che sarà nominato il prossimo 7 luglio e con Alessandro Penati del Fondo Atlante. Il sindaco ha rimarcato che mentre a Penati vorrebbe chiedere che intenzioni ha, con Iorio l’argomento all’ordine dell’incontro da fissare è quello di capire se l’istituto di credito ha intenzione di risarcire, in qualche modo, i tanti piccoli azionisti che sono rimasti senza i loro risparmi e che “bussano alla mia porta con le lacrime agli occhi”.

Insomma il sindaco è stato chiaro con i rappresentanti sindacali. “Ci siete voi dipendenti e faremo la battaglia in ogni luogo, siete una delle aziende con il più alto numero di occupati della città, ma ci sono anche coloro che hanno perso tutto e prima è necessario porre le basi eventualmente per ricostruire un po’ di fiducia sempre che, e me lo dirà Iorio, Popolare di Vicenza abbia intenzione di rimanere la banca della città”.

Al di là della filosofia e dell’amarcord infatti BpVi è la banca della città semplicemente perché ha ancora il 30% degli investimenti dei pratesi.

E’ stato Diego Viti della Fisac Cgil, dal sindaco con la collega Fausta Thogersen, a spiegare come “i dipendenti si sono trovati senza certezza nel futuro professionale avendo, tra l’altro, avendo venduto le azioni anche ai loro familiari, in alcuni casi azzerando i loro risparmi. Chiediamo di riacquisire la nostra dignità professionale”.

Del resto “il Fondo Atlante – ha aggiunto Riccardo Meacci, con Cinzia Campese, di Unisin – non farà gli interessi della banca ma quelli del fondo. Noi vorremmo essere propositivi facendo un gioco di squadra con la città e per questo, attraverso il Comitato di sorveglianza interno al fondo previdenziale dei dipendenti, intendiamo fare un’azienda di responsabilità al cda, lo stesso della Banca”.

Intanto per oggi, alle 14,30, è fissato un incontro con un tavolo sul credito voluto dal governatore Enrico Rossi che dovrebbe diventare permanente. “Chiediamo a Biffoni – ha sottolineato Lorenzo Leo di First Cisl presente anche con Antonio Ruggiero di Fabi – di chiedere che anche BpVi diventi uno degli argomenti da affrontare in quella sede”.

Sarà fatto. Anche come Anci. “Sono stati bruciati solo a Prato – ha rimarcato poi il sindaco -  70 milioni di risparmi di 5.000  piccoli risparmiatori. Se mettiamo tutti, anche i grandi investitori, almeno 191 milioni nel distretto. Siete quindi consapevoli della scottatura della città. Prima di pronunciarmi voglio capire se c’è la disponibilità di fare un passo avanti da parte della banca. Se ci sarà un gesto di riparazione. E in base a questo ci muoveremo: o per difendere i lavoratori e basta oppure per riannodare i rapporti con l’istituto di credito. Non temiate sono consapevole che su  5000 dipendenti, gli indagati sono poco più di una manciata. Chi ha sbagliato è giusto che paghi ma sono consapevole che sono una minima parte”.

E, come ha detto Lorenzo Leo “non siamo complici e carnefici ma, anche noi, siamo vittime”.

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