La manifestazione
La madre di Bambi è l’assessore
I tre cuccioli, due caprioli e un cerbiatto, erano stati abbandonati
CANTAGALLO. Sissi, Bambu e George. Sono questi i nomi dei tre cuccioli, un cerbiatto e due caprioli, di cui si sta prendendo cura l'assessore alla Valorizzazione del sistema agricolo e forestale del Comune di Cantagallo Pamela Giugni. «In accordo con la polizia provinciale - spiega l'assessore Giugni -, è stato deciso di affidarli a me perché per via dell'azienda agricola di famiglia ho sempre a disposizione del latte di capra, che è adatto per nutrire questi cuccioli».
La prima ad arrivare a casa Giugni è stata Bambu, la femmina di capriolo, trovata a Montepiano sul ciglio della strada lo scorso 16 maggio. Poco dopo è arrivato il maschio di capriolo, George, il più piccolo dei tre, trovato in un bosco il 25 maggio da una ragazzo che andava a cercare funghi. Era talmente piccolo che stava per essere aggredito da un gruppo di gatti selvatici. Dopo aver cacciato gli animali e aver aspettato per un po' mamma capriolo insieme al piccolo, che però non è arrivata, il ragazzo ha quindi allertato la polizia provinciale. A ruota, il 26 maggio, poi l'arrivo di Sissi, la femmina di cerbiatto, trovata dalla polizia di stato lungo la 325, all'altezza di Carmignanello. Essendo molto piccoli, tutti e tre i cuccioli hanno ancora bisogno di essere allattati. Perciò Pamela Giugni e i suoi familiari devono nutrirli con il latte di capra ogni tre ore, notte compresa. «Se per caso non ci svegliamo - spiega l'assessore -, i piccoli ci chiamano per farci capire che hanno fame, proprio come i bambini. È molto emozionante perché, nonostante la loro indole selvatica, si sono affezionati a me, e io a loro». Piano piano si comincerà con lo svezzamento, passando gradualmente dal latte al mangime secco. Una volta svezzati e diventati autonomi, il futuro che aspetta Sissi, Bambu e Giorgio è quello di essere rimessi in libertà e tornare nel bosco. La primavera è il momento della nascita dei piccoli cervi o caprioli. È quindi possibile imbattersi in loro passeggiando nel bosco o anche vicino alle strade. L'assessore Giugni fa un appello al riguardo: «Se vedete dei cuccioli da soli non toccateli - spiega -. Altrimenti la loro mamma, che spesso è soltanto nelle vicinanze per procurarsi il cibo, non ne riconoscerà più l'odore e li abbandonerà, condannandoli a morte certa».
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