Il Tirreno

Prato

Il Dagomari chiede più aule

Il consiglio d’istituto invita la Provincia a garantire il diritto allo studio

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PRATO. Non c’è soltanto l’istituto d’arte Brunelleschi di Montemurlo ad avere necessità di nuovi spazi. Il consiglio di istituto dell'Ites Dagomari il 30 maggio scorso ha approvato all'unanimità un documento nel quale si spiega la situazione che sta attraversando la scuola. «Nel corso del corrente anno scolastico, l'istituto Dagomari ha inoltrato numerose richieste scritte tutte documentabili, al Servizio Istruzione della Provincia di Prato. A seguito di queste sono intercorsi incontri, promesse, scambi di idee e un sopralluogo nei locali del cosiddetto Marconcino,ma tutto ciò senza che si giungesse ad una risoluzione del problema: ai colloqui informali non ha mai fatto seguito nessuna comunicazione scritta. Ad oggi noi sappiamo, in modo non ufficiale, che le aule in più a nostra disposizione dovrebbero essere in numero di 6, a fronte di una richiesta maggiore (almeno 10 aule)».

«A questo punto - prosegue il documento - è doveroso esprimere alcune considerazione nate dalla riflessione condivisa di genitori, alunni e docenti: il Dagomari, tradizionalmente, è una scuola che ha sempre accolto tutti gli studenti di ogni nazionalità (inutile ricordare che è l'istituto pratese con il più alto tasso di alunni stranieri, come ben dimostra anche il Rapporto dell'Osservatorio Scolastico Provinciale). Ogni anno, ogni istituzione scolastica fa un grande lavoro di orientamento che coinvolge docenti e alunni. Se poi la scuola si trova costretta a respingere numerose domande, quel lavoro viene vanificato irrimediabilmente. Non vogliamo dover respingere la loro domanda per motivi di spazio e, di conseguenza, per motivi di sicurezza. Non possiamo rimandare ulteriormente le risposte da dare a chi vuole frequentare la nostra scuola. Non ci sembra giusto, ci sembra di ledere il diritto allo studio. Lo Stato (e quindi la Provincia) deve garantire il diritto allo studio sancito dalla Costituzione. È ovvio partire dalla disponibilità dei locali che danno la possibilità di accogliere tutti coloro che, liberamente, scelgono un determinato istituto e quindi un determinato indirizzo. Se così non è quel diritto viene leso».«L'eventuale ipotesi di attivare una turnazione pomeridiana - conclude il documento - è stata valutata con attenzione ma è inattuabile nella pratica a causa dell'orario delle lezioni curricolari (6 ore e mezzo, che costringerebbe gli alunni del secondo turno a stare a scuola fino alle ore 21)».

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