Proteste
Per il sì insieme Pd, Psi e Democrazia Solidale
Verso il referendum costituzionale. Bosi, Marchi e Michelozzi: «Per un Italia non conservatrice»
PRATO. Il Pd, il Psi e Democrazia solidale appoggiano il "Sì" al referendum costituzionale che si terrà ad ottobre. Le tre formazioni politiche di centro sinistra si stanno muovendo con iniziative sul territorio per spiegare a cosa porterà questo voto. «Come Pd - spiega il segretario provinciale del partito Gabriele Bosi - abbiamo già fatto 15 iniziative che hanno abbracciato tutto il territorio, avvalendoci dei nostri circoli e degli iscritti oltre ad organizzare eventi pubblici. Lunedì scorso c'è stata l'assemblea provinciale dalla quale è emerso che la federazione di Prato si impegna nella campagna a favore del sì. E' nato il comitato 'Prato che dice sì', aperto anche a quei cittadini che non sono iscritti a nessun partito ma che si ritrovano nel nostro modo di votare. La nostra - aggiunge Bosi - sarà una campagna aperta, impostata sul coinvolgimento di contenuti». Il segretario Pd elenca, quindi, alcuni motivi per cui votare sì come il fatto di superare quella che lui definisce l'anomalia del bicameralismo e dove il Senato, dopo il referendum, diventerebbe una camera di rappresentanza per le regioni e gli enti locali anche se manterrà il voto sulle leggi costituzionali. Inoltre, verrà ridotto il numero di senatori. E poi la redistribuzione delle competenze fra Stato e Regione. Marchi, coordinatore regionale di Democrazia solidale, specifica come i principi fondamentali della carta costituzionale non verranno intaccati: «Chi si batte per il no e dice che siamo davanti ad un attentato alla democrazia sbaglia - spiega Marchi - Infatti, gli articoli costituzionali dall'1 al 12 e poi il 139° non verranno toccati». Per il coordinatore regionale di Democrazia solidale si va poi nella direzione di maggiorf efficienza con una riforma che prevede, inoltre, «maggiori poteri ai cittadini». Michelozzi, segretario del Psi Prato, sostiene che siamo di fronte ad un grande vento storico: «Dopo 70 anni gli italiani sono chiamati alle urne per la modifica alla costituzione - spiega - Ci vuole, dunque, consapevolezza su quello che voteremo. E se dovesse vincere il no vuol dire che l'Italia è conservatrice mentre, invece, abbiamo bisogno di strumenti più moderni per governare». Michelozzi rimarca l'importanza di come sarà il Senato: «Ovvero una camera che potrà prendere le leggi della Camera - conclude - e fermarle per far presente il punto di vista del territorio».
Azelio Biagioni
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