Il Tirreno

Prato

Parco della Piana, più di 4 milioni per la forestazione

Cristina Orsini
Una porzione della mappa del Parco agricolo della Piana
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Una porzione della mappa del Parco agricolo della Piana

Firmato l’accordo di programma in Regione, sono 87 gli ettari di verde agricolo che Prato mette a disposizione. Progetti per sviluppare l'agricoltura bio e a chilometro zero

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PRATO. Centosessanta ettari, poco più di 80 (per la precisione 87) nel territorio di Prato che resta, per la posizione defilata rispetto all’area densa - anche di infrastrutture già fatte e da fare - di Firenze-Campi -Sesto, il polmone verde del Parco della Piana.

Dopo una decina di anni di dichiarazione di intenti o poco più, la realizzazione del Parco della Piana ha il suo primo atto ufficiale: un accordo di programma tra Regione, Comuni di Prato, Poggio, Firenze, Campi, Sesto, Calenzano, Signa, Carmignano, Città metropolitana di Firenze, Provincia di Prato, firmato ieri, che mette nero su bianco la volontà dei soggetti istituzionali di progettare - in modo unitario e con la cabina di regia saldamente in mano alla Regione - il parco agricolo più grande che si sia mai visto.

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Un primo passo. Che però contiene lo sviluppo (in tre fasi successive) e i finanziamenti (le metà europei) che la Regione mette a disposizione: 14 milioni in totale (negli anni, ovviamente), dei quali 4 milioni e 260.000 euro per la forestazione-piantumazione, tre destinati allo sviluppo dell’agricoltura e il restante per implementare la mobilità sostenibile, ovvero piste ciclabili.

E se nella piana fiorentina gli interventi andranno anche a mitigare l’impatto di opere colossali quali nuova pista di Peretola, il termovalorizzatore di Case Passerini, la periferica Prato - interessata però alla costruzione della terza corsia della Firenze Mare - ne uscirà davvero più verde e con più campi da coltivare, se, naturalmente, il progetto non si arenerà.

«Le aree del Parco agricolo - spiega l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis che ha seguito l’iter del procedimento assieme al dirigente Francesco Caporaso , predisponendo anche la delibera che passerà al vaglio del consiglio comunale - interesseranno tutta l’area sud della città: Galceti, Casale, Iolo, fino ad arrivare a Santa Maria e San Giorgio a Colonica e le Cascine di Tavola. Sono tre le fasi successive di realizzazione del Parco e la prima riguarderà il rimboschimento».

La prima tranche di fondi sarà utilizzata per l’acquisto di alberi da piantumare nelle aree del parco agricolo (scelta delle specie delegata all’Accademia italiana di Scienze forestali): 87 ettari a Prato, 20 a Poggio a Caiano, mezzo ettaro a Carmignano, poco più di 7 a Calenzano, quasi 17 su Firenze, quasi 10 a Sesto Fiorentino, 1,7 ettari a Signa.

Aree che - sulla base dell’accordo di programma - verranno cedute in comodato gratuito alla Regione per 30 anni (rinnovabili) ente al quale spetterà fare gli interventi. La seconda tranche riguarderà invece lo sviluppo dell’agricoltura, su progetti specifici individuati dai diversi territori, che prevedono però consorzi di agricoltori per evitare finanziamenti a pioggia.

«A Prato - prosegue Barberis - dove c’è la possibilità di dare un impulso vero al settore, la volontà è di creare aree agricole di filiera corta e bio». Uno sviluppo verde dell’economia pratese che piace al sindaco Matteo Biffoni (in Regione per la firma). «Siamo passati dalle chiacchiere ai fatti concreti - afferma - ed è questo il punto politico importante».

La bozza dell'accordo di programma

 

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