Attenzione
Dissequestrati beni per 3 milioni
Erano di proprietà di un calabrese che aveva comprato esercizi a Prato
PRATO. Il tribunale del riesame di Firenze ha annullato il sequestro preventivo emesso dal gip Antonio Pezzuti, nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla procura e condotta dalla Dia di Firenze insieme alla Gdf. Secondo l'accusa l'operazione avrebbe messo in luce un meccanismo di reimpiego di capitali nel settore delle costruzioni, in particolare a Prato ma anche in Calabria, e poi reimmessi nel circuito legale dell'economia acquistando importanti esercizi commerciali a Firenze e Prato come bar, pasticcerie, ristoranti e pizzerie. Per il riesame, che ha accolto la richiesta di dissequestro presentata dagli avvocati Roberto D'Ippolito e Monica Fabbri, sarebbe tutta da provare l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, e anche i reati fiscali non sarebbero stati sufficientemente documentati. Sei le persone che erano finite nell'inchiesta: per uno di loro, Giuseppe Iuzzolino, originario di Strongoli (Crotone), 80 anni, era scattato anche l'arresto ai domiciliari per la bancarotta fraudolenta. Le accuse, a vario titolo, andavano dall'associazione a delinquere al riciclaggio, dal reimpiego illecito di capitali all'evasione fiscale, alla bancarotta. Sotto sequestro erano finiti due bar a Firenze (in via Baracca e in piazza Pietro Leopoldo), un ristorante-pizzeria in via Baracca, un bar in via Ferrucci a Prato, e sempre a Prato sette appartamenti di pregio situati nel complesso Il Teatro, ma anche conti correnti, libretti bancari e cinque autoveicoli. Complessivamente beni (oltre 3 milioni di euro) che, pur se legati a società diverse, avrebbero tutti fatto capo all'imprenditore calabrese da anni trapiantato in Toscana.
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