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Prato

Su 163 lavoratori, 83 sono a nero

Su 163 lavoratori, 83 sono a nero

La Direzione del lavoro: «Operai stranieri sfruttati nelle aziende cinesi»

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PRATO. Cinquantuno aziende cinesi che operano nel settore delle confezioni, delle stamperie e delle stirerie con un totale di 36 provvedimenti di sospensione dell'attività imprenditoriale. Sono questi in estrema sintesi i dati della Direzione territoriale del lavoro a cui si aggiunge la verifica di 163 posizioni lavorative di cui 83 a nero. L'importo delle sanzioni elevate è stato di 242.700 euro con 21 persone deferite, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Prato.

Il direttore della Direzione territoriale Stefano Olivieri Pennesi sottolinea inoltre «il rilevante e crescente fenomeno riscontrato, dagli Ispettori del lavoro, durante gli accessi in azienda, con la presenza di numeri, che stanno diventando significativi, di lavoratori dipendenti dalle aziende a conduzione cinese appartenenti ad altre etnie e Paesi di provenienza sia subsahariana come senegalesi, che lavoratori provenienti dal Pakistan, tutti destinatari di retribuzioni bassissime e comunque al di fuori di qualsiasi tutela e trattamento contrattualmente vigente».

Un dato che non sorprende: dopo la scoperta di lavoratori africani completamente a nero al lavoro in una confezione cinese era emerso che nelle aziende cinesi molti lavoratori stranieri venivano pagati a seconda del paese di provenienza.

Controlli che si sono intensificati anche a primavera con la lotta al lavoro nero, grigio, nonché di igiene e sicurezza dei luoghi di lavoro anche nelle zone di Montemurlo, Carmignano e Poggio a Caiano.

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