Il Tirreno

Prato

Referendum, comitati per il sì, insieme Pd, Psi e Democrazia Solidale

Azelio Biagioni
Da sinistra Alessandro Michelozzi, Gabriele Bosi e Lorenzo Marchi
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Da sinistra Alessandro Michelozzi, Gabriele Bosi e Lorenzo Marchi

Prato, il centrosinistra si compatta a favore della riforma costituzionale. Gabriele Bosi, Alessandro Michelozzi e Lorenzo Marchi: "Vogliamo un'Italia non conservatrice"

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PRATO. Il Pd, il Psi e Democrazia solidale appoggiano il "Sì" al referendum costituzionale che si terrà ad ottobre. Le tre formazioni politiche di centro sinistra si stanno muovendo con iniziative sul territorio per spiegare a cosa porterà questo voto.

"Come Pd - spiega il segretario provinciale del partito Gabriele Bosi - abbiamo già fatto 15 iniziative che hanno abbracciato tutto il territorio, avvalendoci dei nostri circoli e degli iscritti oltre ad organizzare eventi pubblici. Lunedì scorso c'è stata l'assemblea provinciale dalla quale è emerso che la federazione di Prato si impegna nella campagna a favore del sì. E' nato il comitato 'Prato che dice sì', aperto anche a quei cittadini che non sono iscritti a nessun partito ma che si ritrovano nel nostro modo di votare. La nostra - aggiunge Bosi - sarà una campagna aperta, impostata sul coinvolgimento di contenuti".

Il segretario provinciale del Pd elenca, quindi, alcuni motivi per cui votare sì come il fatto di superare quella che lui definisce l'anomalia di bicameralismo e dove il Senato, dopo il referendum, diventerebbe una camera di rappresentanza per le regioni e gli enti locali anche se manterrà il voto sulle leggi costituzionali. Inoltre, verrà ridotto il numero di senatori. E poi la distribuzione delle competenze fra Stato e Regione.

Lorenzo Marchi, coordinatore regionale di Democrazia solidale, specifica come i principi fondamentali della carta costituzionale non verranno intaccati: "Chi si batte per il no e dice che siamo davanti ad un attentato alla democrazia sbaglia - spiega Marchi - Infatti, gli articoli costituzionali dall'1 al 12 e poi il 139° non verranno toccati". Per il coordinatore regionale di Democrazia solidale si va poi nella direzione di una efficienza per la democraticità con una riforma che prevede, inoltre, maggiori poteri ai cittadini".

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Alessandro Michelozzi, segretario del Psi Prato, sostiene che siamo di fronte ad un grande vento storico: "Dopo 70 anni gli italiani sono chiamati alle urne per la modifica alla costituzione - spiega - Ci vuole, dunque, consapevolezza su quello che voteremo. E se dovesse vincere il no vuol dire che l'Italia è conservatrice mentre, invece, abbiamo bisogno di strumenti più moderni per governare".

Michelozzi rimarca l'importanza di come sarà il Senato: "Ovvero una camera di autonomia, che potrà prendere le leggi della Camera - dice - e fermarle per far presente il punto di vista del territorio e suggerire eventuali modiche, anche se la decisione spetta poi alla Camera". Il referendum di ottobre è confermativo; chi vota sì vuole confermare le modifiche da apportare alla Costituzione. Chi vota no opta perché la carta costituzionale sia lasciata così come è.

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