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Casa Pia dei Ceppi, Bernardi nuovo presidente

Casa Pia dei Ceppi, Bernardi nuovo presidente

PRATO. Cinque nomi per proseguire nel cambiamento. Tra meno di una settimana il governo dell’istituzione più antica della città, la Fondazione Datini Casa Pia dei Ceppi onlus, il cui patrimonio è...

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PRATO. Cinque nomi per proseguire nel cambiamento. Tra meno di una settimana il governo dell’istituzione più antica della città, la Fondazione Datini Casa Pia dei Ceppi onlus, il cui patrimonio è rappresentato dalla bellissima casa del mercante pratese in via Rinaldesca, verrà completamente rinnovato. «Anche se - commenta l’assessore alla Cultura Simone Mangani - resteremo nel solco del lavoro svolto fino a ora dall’attuale presidente Filippo Boretti, che voglio ringraziare e che ha avviato quel processo di apertura dell’istituzione e del palazzo alla città che vogliamo proseguire».

A Boretti, nominato nel 2012 dalla scorsa giunta, succederà il professore ordinario di Storia della scienza dell’università di Siena Walter Bernardi che ha dato la propria disponibilità. Bernardi, 66 anni, ha insegnato nelle Università di Firenze, Venezia e Lecce. Studioso della cultura italiana tra l’eta della Rivoluzione scientifica e l’Illuminismo, è autore di numerosissime pubblicazioni scientifiche ma è anche un appassionato ciclista. Prova ne sia uno degli ultimi libri da lui scritti: “La filosofia va in bicicletta. Socrate Pantani e altre fughe” del 013.

Assieme a Bernardi, nel cda, entreranno Giampaolo Bigagli, esperto contabile; Diana Toccafondi, più che altro un ritorno a casa, visto che è stata direttrice dell’Archivio di Stato di Prato che ha sede in palazzo Datini e oggi è responsabile della Soprintendenza Archivistica per la Toscana; Mario Bettocchi, esperto di informatica e molto altro e Lucia Petrà, componente dell’Ordine degli Architetti. Sarà questa la nuova squadra che a partire dai primi di giugno (altre nomine sono attesa all’Istituto Francesco Datini) traghetterà la Casa Pia dei Ceppi, in stretta sinergia con l’Istituto Datini, verso qualcosa di nuovo. «L’idea - spiega Mangani - è già contenuta nella delibera di indirizzo che ho fatto nel luglio 2015: far apprezzare alla città un edificio prezioso ma quasi sconosciuto». Mantenendo e implementando le attività che già si svolgono nel palazzo Trecentesco di via Rinaldesca (la sede della Fondazione Casa Pia dei Ceppi, l’Istituto Datini, l’Archivio di Stato e l’Istituto di studi storci postali) l’obiettivo è individuare quelle iniziative che riempiano di pubblico il palazzo. «Non a caso - aggiunge l’assessore - questa’anno porto cinque concerti dentro l’edificio». La parola d’ordine è “allargare il raggio d’azione”. Con liaison, per esempio, con Palazzo Pretorio dal punto di vista della concessione dei servizi museali o coinvolgendo - in un futuro prossimo, però - l’Università di Prato.

«Faremo in modo - conclude Mangani - che il palazzo entri nei circuiti degli edifici storici da visitare» e non ne resti la Cenerentola. (c.o.)

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