Italia
Tari: ingiunzioni per 12 milioni di euro
Si aggira intorno al 30% la percentuale di aziende e privati che non pagano i bollettini per la raccolta dell’immondizia
PRATO. Da un commercialista in quota Forza Italia a un dirigente d'azienda che arriva dalla segreteria del partito socialista. Fine mandato per Giovanni Luchetti, adesso è il turno di Alessandro Michelozzi, neo presidente di Sori. E' la nuova leadership della partecipata che si occupa di riscossione tributi nell'era della giunta Biffoni: una "poltrona" che vale 25mila euro all'anno in uno dei settori chiave dell'amministrazione come la lotta all'evasione fiscale. Brucia al Comune il tasso di evasione della Tari (tassa rifiuti) che si attesta intorno al 30% mentre gli uffici di via Panziera sono in procinto di inviare migliaia di avvisi per la mancata riscossione della Tari 2015. L'amministrazione pratese rivendica la scelta di una società in house per riscuotere i tributi non pagati. «Qui - fa notare l'assessore al bilancio Monia Faltoni - abbiamo già un ente che si occupa di riscossione e che eroga servizi».
Caccia alla Tari. Si preannuncia un'estate bollente sul piano del recupero dell'evasione fiscale: sotto la lente d'ingrandimento, le somme della tassa rifiuti che il Comune deve ancora incassare e che si riferiscono al 2015, con una stima di circa 12 milioni di euro da recuperare a colpi di ingiunzione. Sori sta esaminando le posizioni degli utenti che risultano morosi. Con tutta probabilità tra agosto e settembre, migliaia di avvisi di accertamento saranno recapitati nella cassetta di utenze domestiche e non domestiche: così, al rientro dalle vacanze, tanti potrebbero trovare la sgradita sorpresa delle cartelle Sori per omesso pagamento della Tari nel 2015. Questo non significa che siano stati pareggiati tutti i conti per il mancato pagamento della Tares (2013) o Tari (2014). Gli avvisi sono stati sì tutti spediti, quelli relativi alle annate passate, ma c'è sempre uno zoccolo duro di evasori. Generalmente il Comune le prova tutte prima di dichiarare un credito inesigibile, accantonando sul bilancio le somme per colmare eventuali buchi. Andando più indietro, il volume delle riscossioni della Tia, la tariffa d'igiene in vigore fino al 2012, è aumentato nel corso degli anni: nel 2015 Sori ha recuperato quasi 790mila euro, più che raddoppiando i risultati del 2014 quando ha riscosso 341.173 euro. Sullo smaltimento rifiuti - la Tari pesa da sola 45 milioni euro sul bilancio comunale - la percentuale di evasione è del 28-30% mentre su Ici, Imu e Tasi il tasso è contenuto con un incasso quasi del 90% sul totale dovuto.
Ingiunzioni più veloci. Visto che l'identikit dell'evasore tipo della Tari è composto soprattutto da aziende che nascono e muoiono nel giro di pochi mesi (specie quando si parla di cinesi), da gennaio l'amministrazione ha deciso di sperimentare una procedura più semplificata che consiste nell'accorciare i tempi che intercorrono tra l'invio della prima bolletta (avviso bonario) e il recupero coattivo per il mancato pagamento (l'ingiunzione di Sori) ma senza caricarlo di interessi di mora. Se prima trascorreva circa un anno e mezzo fra il primo e secondo atto, ora in sei mesi il Comune conta di stangare l'evasore prima che scompaia dall'anagrafe delle imprese (utenze non domestiche).
Conti in ordine. Sori ha chiuso l'esercizio 2015 con un utile di 156.370 euro. «In questi sei anni - sottolinea il presidente uscente Luchetti - siamo diventati una società di riscossione a tutti gli effetti svolgendo questa attività con mezzi propri».
Maria Lardara
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