Toscana
Previsti 70 arrivi letti in un’ex fabbrica
Rabbia del sindaco di Montemurlo: «Non ci sono i bagni»
PRATO. L’annuncio dei nuovi arrivi c’è stato alla prefettura venerdì sera. Settanta il numero di profughi destinato a Prato. Un numero enorme da gestire tanto che le strutture non sarebbero state in grado di ospitare nei centri di accoglienza già predisposti. Un immobile industriale in disuso a Montemurlo è stato quindi approntato per ospitare i nuovi profughi.Tra sabato e domenica sono arrivati a Prato 45 profughi anziché i 70 previsti. E di questi 15, di origine etiope, sono già andati via non intenzionati a rimanere nel nostro paese. Per i 30 rimasti quindi non è stato necessario utilizzare l’edificio industriale. Sono stati divisi tra i centri di accoglienza esistenti che sono riusciti a far fronte alle esigenze della Prefettura.
Una situazione che sembra però non destinata a fermarsi qui. Non è escluso che tra lunedì 30 e martedì 31 possano esserci nuovi arrivi. «Il numero di 70 profughi – fanno sapere dalla Prefettura – è stato anche per noi un fulmine a ciel sereno anche se eravamo parzialmente preparati da quello che vedevamo in televisione. Abbiamo fatto i salti mortali per trovare i posti disponibili allertando tutti i gestori della prima accoglienza ed è vero che abbiamo pensato di utilizzare anche la struttura di Montemurlo. Non abbiamo comunicazione di altri arrivi ma è anche vero che in queste situazioni non è possibile fare una programmazione. Non posso dire se dovremo allestire una tendopoli. Sarà una decisione che prenderà eventualmente il prefetto: certo è che non possiamo lasciarli al Casello autostradale».
Per oggi è fissato un incontro in prefettura con i sindaci dei Comuni per capire com’è possibile far fronte a eventuali nuove emergenze.
Un vertice che si annuncia già molto caldo.«Il Governo – commenta il vice sindaco Simone Faggi - ha fatto fronte agli 8000 sbarchi facendo un riparto eccezionale tra alcune regioni tra cui la Toscana. Quelli arrivati (e rimasti) adesso sono già nelle strutture. Adesso dovremo valutare quello che accadrà nei prossimi giorni e non è escluso, anche se non ci sono a oggi segnalazioni, che possano esserci nuovi arrivi. Noi sulle tendopoli siamo assolutamente contrari e l’abbiamo ribadito più volte. L’accoglienza a Prato funziona ma perché ci sono rapporti buoni istituzionali: non possiamo rovinarli. Non siamo in grado di far fronte ad arrivi straordinari e in questo caso serve, secondo me, un piano governativo senza far ricadere la situazione sugli enti locali».
«Se ci troveremo davanti a un piano pensato con arrivi divisi per settimane siamo in grado di far fronte alla situazione ma ad arrivi di massa no», conclude Faggi.E’ assai più arrabbiato il sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini che avrebbe appreso all’ultimo momento della predisposizione dell’immobile in via Alfieri. «Farò verificare agli uffici se quell’immobile ha le caratteristiche per ospitare delle persone sia dal punto di vista urbanistico sia sanitario. Non si possono mettere delle persone in luoghi dove non ci sono i bagni. Abbiamo fatto 170 sequestri in questi anni per gli stessi motivi e non possiamo certo cambiare atteggiamento se cambia il colore della pelle. E farò verificare dagli uffici se invece può farlo la prefettura. Non sono d’accordo a soluzioni di questo tipo figurarsi poi mentre in Toscana ci sono 70 Comuni che non hanno un profugo».
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