Il Tirreno

Prato

il ritratto di cristian

L’ultima corsa e l’amore per la pallanuoto

di Ilenia Reali
L’ultima corsa e l’amore per la pallanuoto

PRATO. Aveva una grande passione per le moto. E la sua Yamaha, che aveva già da diversi mesi, era quasi una fidanzata. Cristian Del Core, morto dopo un volo di 15 metri lungo via Firenze, attendeva...

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PRATO. Aveva una grande passione per le moto. E la sua Yamaha, che aveva già da diversi mesi, era quasi una fidanzata. Cristian Del Core, morto dopo un volo di 15 metri lungo via Firenze, attendeva la primavera per tirarla fuori dal garage e indossare la sua tuta da corsa. Aveva postato video mentre la cavalcava libero nel vento.

«Io e lei. E' tutto quello di cui ho bisogno» aveva raccontato in un momento, forse di malinconia, mentre un raggio di sole la baciava in un parcheggio lungo il Passo della Futa. E proprio la sua moto l'ha tradito. E' stato protagonista e vittima di uno di quei voli che aveva postato in un video con le cadute più spettacolari sulle piste da corsa.

Cristian era arrivato a Prato da Modugno, il suo paese di origine in Puglia, sulle orme del padre Francesco che già da qualche anno abita a Firenze. Dopo le scuole superiori era nel paese di Scandicci che, il giovane, aveva trovato lavoro. Era stato il padre, che da tempo è dipendente della pelletteria Araton, ad aver chiamato il figlio in Toscana.

E Cristian aveva accettato quel lavoro nel reparto di preparazione nell'azienda di produzione e vendita di accessori in pelle, costruendosi qui una propria vita. Era andato fin da subito ad abitare con il collega Alessandro Bruni e con lui aveva diviso divertimenti e quotidianità.

Anche la sera della tragedia era stato insieme al suo coinquilino e ad altri amici nel locale "Dai Sempre più Grulli". Era stato a cena e a tarda sera era rientrato in moto. Stava rientrando a casa, nell'appartamento al secondo piano di Canto al Mercatale che condivide anche con un'altra collega, Sara Lunardi, quando ha preso in pieno l'ultima parte del cordolo ed è volato verso la morte.

Sara non riusciva a capacitarsi dell'accaduto. «Doveva andare al Mugello, domenica, a correre su una pista. A lui piaceva molto la moto».

La ragazza abita con i colleghi da poco più di un mese. «Prima stavo a Firenze, poi sono venuta qui da loro. Non ci conoscevamo bene ma ogni giorno andiamo in auto al lavoro. Mi raccontava le sue cose, le difficoltà, i problemi, le cose belle. Era un bravo ragazzo. Sempre positivo, allegro».

A Modugno giocava a pallanuoto, in serie B. E anche a Prato aveva continuato ad allenarsi. Talvolta nel weekend aveva le partite. Come domenica scorsa insieme ai compagni della Ngm Uisp. La notizia della morte è arrivata ai compagni di squadra in pochissimo tempo. E anche alla madre che vive a Bari e alla sorella gemella che subito hanno raggiunto la sala mortuaria dove il giovane ha terminato la sua ultima corsa. Intorno a lui quegli amici cari a cui aveva dedicato uno degli ultimi messaggi su Facebook: “Nuova regola di vita, dedicare tempo solo a chi mi fa stare bene”.

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