Il Tirreno

Prato

Taglio del nastro per la nuova sede dell'Associazione Toscana Tumori

La benedizione di don Nedo Mannucci della sede dell'Att
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La benedizione di don Nedo Mannucci della sede dell'Att

Sono intervenuti Giuseppe Spinelli, presidente dell’Associazione Tumori Toscana, monsignor Nedo Mannucci, vicario generale della Diocesi, Matteo Biffoni,sindaco di Prato

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PRATO. Oggi, venerdì 27, a Prato, in via Nicastro, 10 si è inaugurata la nuova sede dell’Associazione Tumori Toscana A.T.T.

Sono intervenuti per il tradizionale taglio del nastro e per la benedizione, Giuseppe Spinelli, presidente dell’Associazione Tumori Toscana, monsignor Nedo Mannucci, vicario generale della Diocesi di Prato, Matteo Biffoni, Sindaco di Prato, Andrea Belelli commissario capo della questura di Prato, Sabrina Pientini, responsabile dell’hospice di Prato.

Presente al completo anche tutto il personale d’ufficio e lo staff medico-sanitario dell’Associazione e numerosi volontari.

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La sede A.T.T. di Prato è stata fondata nel 2003 e in questi l’Associazione ha curato a domicilio e gratuitamente oltre 2500 pazienti.

Attualmente l’organico dell’A.T.T. è composto da 4 medici, 2 psicologi, 2 infermieri professionali, 2 operatori socio-sanitari, una responsabile di sede e un responsabile prelievi, presidi e salvadanai. Oltre ai volontari che danno un contributo fondamentale all’attività dell’Associazione.

“Sono particolarmente felice dell’inaugurazione della nuova sede che corona questi tredici anni di attività al servizio dei cittadini di Prato”, ha dichiarato il presidente Spinelli.

“L’attività dell’A.T.T. – ha dichiarato il sindaco Biffoni- è un importate investimento umano e ringrazio il presidente Spinelli e tutta l’A.T.T. per il servizio che prestano alla città.”

Monsignor Mannucci e il commissario capo Belelli hanno sottolineato come il lavoro a fianco dei malati e delle loro famiglie rappresenti un guadagno umano per tutti gli operatori A.T.T. e come il volontariato sia alla base della nostra società.

Ringrazio l’A.T.T. – ha concluso la dottoressa Pientini- perché è una realtà importante in grado di garantire la qualità del fine vita, una fase molto delicata che va affrontata con competenza e professionalità.”

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