Il Tirreno

Prato

Lavori in piscina, niente riabilitazione per chi è sulla sedia a rotelle

Ilenia Reali
Lavori in piscina, niente riabilitazione per chi è sulla sedia a rotelle

L'impianto Gescal chiude con un mese di anticipo. Gli altri disabili vengono trasferiti a San Paolo dove però non c'è il sollevatore per chi ha gravissimi problemi di deambulazione. Il Comune ha chiesto di noleggiare la "seggiolina" ma il gestore dei corsi chiede "un po' di tolleranza". Il presidente di Crida: "Non so dove affittare l'attrezzatura. L'impianto è freddo: quei lavori sono una priorità"

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Niente piscina per i disabili fino a settembre. Con i lavori alla piscina Gescal di San Giusto previsti per il 20 luglio quest’anno i corsi di riabilitazione si fermano a fine giugno. O meglio. Si fermano per coloro che sono sulla sedia a rotelle. Nel Comune non esistono infatti strutture con la seggiolina che consente l’ingresso in acqua per chi ha gravi problemi di deambulazione. Per gli altri infatti i corsi sono stati trasferiti alla piscina di San Paolo. “Per noi – spiega Bruna Doria – smettere un mese prima non è un problema da poco. Anche perché fare riabilitazione ci consente di stare assai meglio. Già fare un mese di pausa era molto, due sono davvero tanti”.

Ovviamente la signora Doria niente ha da dire sui lavori. “Figurarsi sono ben contenta, la piscina ne aveva bisogno. Solamente mi chiedo per quale motivo a San Giusto ci sono due sollevatori, anche se di tipologie diverse, mentre altrove non ce ne sono. Uno dei due non viene mai utilizzato. Non so per quale motivo, e allora mi chiedo se non sarebbe il caso di garantire l’ingresso in piscina su due impianti. Questo ci permetterebbe durante l’anno anche di scegliere lo spazio più comodo”.

 Il consigliere delegato allo sport per il Comune Luca Vannucci era già informato della situazione. “I lavori sono importanti e come Comune abbiamo deciso di investirci e realizzarli”, commenta. “Sono consapevole delle difficoltà di chi ha disabilità anche gravi e ho chiesto se era possibile risolvere il disagio che creavamo per la chiusura anticipata dei corsi per chi non può entrare in acqua da solo. Non possiamo, per motivi di spesa, acquistare un nuovo sollevatore. Anche perché in caso di spese importanti preferiamo destinare le risorse a via Roma dove entro ottobre partiranno i lavori per la piscina specializzata nella riabilitazione. Lì la signora Bruna sono certo non avrà più alcun problema. Ho chiesto però al gestore Cgfs e a Crida, che si occupa invece dei corsi per i disabili, di verificare la possibilità di un affitto del sollevatore. In quel caso siamo pronti ad accollarci la spesa che sarebbe inferiore”.

 

“Questi  lavori in fase di partenza – commenta Francesco Panzera  il presidente  del gestore della piscina Cgfs – sono di competenza del Comune: riguardano l’impianto termico ed erano preventivati da tempo. Il  sollevatore attualmente in uso è cementato alla Gescal e non può essere spostato. So che Spinelli aveva avvertito gli utenti di questo disagioche comunque non supererà i 15-20 giorni. Certo, un minimo di disservizio c’è. So comunque che acquistarne un altro non avrebbe senso: non in tutte le piscine, per problemi di temperatura dell’acqua, si possono fare i corsi di riabilitazione”.

 

Ecco quindi che la palla passa a Umberto Spinelli, il presidente della fondazione Crida che si occupa dei corsi. “Il secondo sollevatore – spiega – di cui parla la signora Bruna non è omologato e non è adatto alle nostre esigenze e quindi lo restituiremo all’azienda da cui l’abbiamo acquistato che ci rimborserà. Si fa un lavoro molto intenso sulle persone disabili e ci servono attrezzature speciali, per un uso importante. Ho provato a informarmi ma non sono in grado di trovare un sollevatore a noleggio. Mi dispiace ma è così”.

“Abbiamo deciso di fare questi lavori in questo periodo perché ci garantisce la possibilità di continuare a lavorare su 11 mesi. Quei lavori, in particolar modo agli infissi sono prioritari e se non non venissero fatti noi, lo dico con chiarezza, non riapriremmo a settembre.  C’era freddo e questa è una priorità. Chiedo un po’ di tolleranza a quelle persone, una decina, che non possono spostarsi su San Paolo. L’obiettivo è ricominciare il 5 settembre”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore