Il Tirreno

Prato

Il polo oncologico femminile di Di Leo rimane a Prato

di Maria Lardara
Il polo oncologico femminile di Di Leo rimane a Prato

La trattativa della Regione con Unipol per Villa Ragionieri è a uno stop quindi per il momento il trasloco non ci sarà

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PRATO. Tre mesi fa sembrava che dovesse fare le valigie e nei corridoi dell'Itt (Istituto toscano tumori) al "Santo Stefano" si respirava aria di smobilitazione. E invece per ora oncologia femminile resta a casa, a Prato. Almeno per il momento parte della struttura d'eccellenza guidata da Angelo Di Leo non si sposterà a Villa Ragionieri, a Sesto Fiorentino, dove il primario avrebbe dovuto coordinare con molta probabilità il nascente polo oncologico di area vasta. Occorre prima che la Regione Toscana e l'Asl Toscana Centro definiscano una partita cruciale per l'utilizzo di Villa Ragionieri (sede del centro oncologico fiorentino) che appartiene a un soggetto privato (Unipol) e ha sempre erogato prestazioni in convenzione con il sistema sanitario pubblico. Ma la clinica di Sesto chiuderà i battenti con i suoi 110 dipendenti che stanno per essere licenziati dalla Unipol e mandati a casa. Fine del sogno del polo oncologico di area vasta, dove l'équipe di valenti professionisti guidata dal dottor Di Leo avrebbe avuto un ruolo centrale? Non è detta l'ultima parola. Il fatto è che è ferma la trattativa della Regione con Unipol per rilevare la clinica reintegrando i suoi dipendenti sotto forma di "service": l'ente non può assumere e l'accordo di compravendita con il privato è in alto mare. Di riflesso, a Prato oncologia femminile resta dov'è. Per ora il polo oncologico non si fa, né a Prato (fra il 2012 e il 2013 se ne ragionò per diverso tempo: una parte della cittadinanza l'avrebbe voluto negli spazi dell'ex nosocomio "Misericordia e Dolce") né a Sesto. «Il nostro progetto sta subendo un rallentamento - conferma Paolo Morello Marchese, direttore generale dell'Asl Toscana Centro - dovuto alla fattibilità dell'operazione di acquisizione di Villa Ragionieri ma l'idea di fondo rimane inalterata, così come l'interesse della Regione all'acquisto della struttura di Sesto».

Uno stop temporaneo che fa saltare per il momento anche la promozione del primario di oncologia dell'Asl pratese rimasto fuori dalla rosa di nomine dei nuovi direttori dei dipartimenti aziendali e coordinatori di area.

«Che sia a Sesto o Prato - sottolinea il direttore Paolo Morello Marchese - un bravo oncologo attrae sempre. Con Di Leo abbiamo parlato nel frattempo: prima di spostare le attività devono esserci le condizioni ideali. Per il momento dunque tutto rimane a Prato, dalle sale chirurgiche al Day Hospital oncologico».

Il punto di forza della clinica di Sesto (che a Prato manca) sarebbe la dotazione di nuovi spazi per la ricerca e lo sviluppo di farmaci all'avanguardia, un settore scientifico caro a Di Leo. E poi sale operatorie specializzate in appoggio alla parte chirurgica generica attualmente prevista nei presidi ospedalieri dell'area vasta. Villa Ragionieri sarebbe dunque la punta di diamante di un'organizzazione che prosegue sui territori con tutti i percorsi di cura e terapia del cancro che già vanno avanti come - nel caso specifico di Prato - i trattamenti di radioterapia a Villa Fiorita e chemioterapia al "Santo Stefano".

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