Lutto
Ex lavoratrici di Maury’s lasciate senza Tfr
Il punto vendita di via Targetti riapre con personale nuovo, parte la protesta del sindacato
PRATO. Ieri mattina la catena "Maury's" ha aperto in via Targetti. Anzi no, ha riaperto. Sugli scaffali tanti articoli a prezzi stracciati, così come i diritti delle lavoratrici che erano state licenziate senza preavviso il 30 settembre scorso. Ora la maggior parte di loro rimane a casa: stesso marchio, stessa sede ma stavolta dietro l'insegna "Maury's" si cela una società diversa da quella che licenziò le dipendenti, la Pragest nata dalle ceneri dell'ex Max Service. Ma a dare il colpo di grazia a quest'ultima era stato l'indebitamento legato all'operazione di acquisizione dell'ex negozio di Stefan, fino a rimetterci le lavoratrici escluse dal nuovo corso della "Maury's" affidato ora a un'altra società. Lasciate a casa, con un Tfr ancora da riscuotere (e diverse mensilità arretrate legate al precedente lavoro in Stefan) nonostante l'assicurazione verbale dei vertici che, in caso di riapetura di quel punto vendita, sarebbero state richiamate. E invece no. L'annunciato presidio di protesta della Cgil ieri mattina non si è svolto perché grande era il senso di rassegnazione delle ex dipendenti. Nessun volantinaggio, solo tanti palloncini colorati che incorniciavano l'ingresso. «Riteniamo che questa vicenda avrebbe dovuto avere un esito assolutamente diverso - spiega il segretario della Filcams Cgil di Prato, Alberto Santini - pur comprendendo che per una leggerezza aziendale la Max Service si è trovata tra capo e collo le pendenze di Equitalia con diversi milioni di euro da erogare per il deficit di Stefan. Ma il buon senso e la capacità di mantenere le parole date da buoni gentiluomini avrebbero dovuto essere mantenute. Sicuramente tutta la vicenda lascia l'amaro in bocca alle lavoratrici e anche a noi che, come sindacato, avevamo seguito le vicende di Lucca e Livorno (dove la catena "Maury's" ha prima chiuso e poi riaperto, ndr) con situazioni simili a quella pratese». Negli altri due casi, la Regione Toscana fu chiamata in causa insieme alle province di competenza: in quelle sedi furono però siglati accordi per la ricollocazione degli addetti uscenti dalle società precedenti. «Ci auguriamo che nei prossimi giorni o settimane arrivino notizie sulla ricollocazione anche parziale delle addette che rivendicano il loro diritto al posto di lavoro - conclude il sindacato - Ci preme anche cogliere l'occasione per ricordare a tutte le lavoratrici che ex-novo opereranno in quel punto vendita di tutelare i loro diritti "senza colpo ferire" e, nel caso di problematiche, di contattarci per poterle aiutare a tutelare i loro interessi e diritti».
Maria Lardara
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