Finanza
BpVi, assemblea con 400 dipendenti
Acceso confronto con i sindacati. «C’è molta rabbia nei confronti dei vertici»
PRATO. Un'assemblea con 400 dipendenti della Banca Popolare di Vicenza. Un'assemblea accesa con tanta rabbia e voglia di far pesare le proprie responsabilità alla dirigenza dell'Istituto di credito. L'auditorium della Camera di commercio di Prato era pieno come raramente accade per l'incontro organizzato tra i rappresentanti sindacali di Fabi, Fisac Cgil, First Cisl e Unisin e i dipendenti delle filiali di Prato, Pistoia, Lucca e Firenze della ex Cassa di Risparmio di Prato. All'ordine del giorno l'esigenza di un confronto, di capire insieme quali strade percorrere per sapere cosa accadrà della Popolare.
"C'era il bisogno di fare il punto della situazione", spiega Riccardo Meacci di Unisin. "Il capo del personale della banca in questi ultimi mesi ci ha incontrato pochissimo. E sapere che cosa si pensa di fare e soprattutto quali sono le idee dei dipendenti era per noi importante. C'è una situazione di rabbia e di voglia di rivalsa nei confronti della società. Ci è stato chiesto di organizzare scioperi, presidi, flash mob".
Meacci per Unisin conta di chiedere anche le dimissioni del direttore generale Iorio "dal momento che aveva promesso tre cose e le ha fallite ttutte: dalla quotazione in borsa all'aumento di capitale".
Per il momento i sindacati unitariamente incontreranno il direttore generale il primo giugno per chiedere quali sono le prospettive. "Poi il 7 giugno, a livello provinciale incontreremo il sindaco Matteo Biffoni e il 7 andremo in Regione dove sarà istituito un tavolo istituzionale per affronare i temi del credito in Toscana".
I sindacati vorrebbero creare un movimento di dipendenti anche nelle altre regioni e stanno lavorando all'idea di avviare un'azione di responsabilità nei confronti del Cda del fondo pensione della banca. "Il cda del fondo pensione coincide con quello della banca - sottolinea Meacci - e noi siamo nel comitato id sorveglianza che può quindi fare l'azione di responsabilità alla strega del collegio dei sindaci. Questo avrebbe un impatto importante dal momento che il cda è lo stesso dell'istituto".
Ilenia Reali
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