La protesta
Mura e fili colorati: il brand Prato
Logo e video sono stati presentati ieri a Palazzo Pretorio. Biffoni: «Portare nel mondo la nostra identità»
PRATO. I fili colorati che si intrecciano come la trama del tessuto e come le relazioni multiculturali che sono l’ordito di Prato. Una lettera, la “P” che, oltre ad essere l’iniziale del nome della città, ha la forma delle mura antiche. Vecchio e nuovo, velocità e storia nel nuovo logo di Prato che, nelle intenzioni del Comune e della società di marketin che l’ha creato (la Mrs Watson di Parma), traghetterà ciò che c’è di buono in questa città nel mondo. Dal punto di vista della “creatività”, dei “buoni sapori”, dell’”innovazione” e della “natura”. Sono queste le quattro “parole chiave” del video di presentazione di “Prato city brending”, il risultato del lungo percorso partecipativo che ha coinvolto associazioni, imprese commercianti, istituzioni nell’esperimento di marketing territoriale. Presentato ieri in anteprima in palazzo Pretorio, il brand Prato sarà sui bus (come ha suggerito il presidente Cap Alberto Banci), sulle coperture che chiuderanno i cantieri «in particolare - ha spiegato il responsabile di Mrs Watson Alessaro Anceschi - in quelli strategici per la città, come, per esempio, l’intervento sull’area del vecchi ospedale», ma verrà affisso anche sulle vetrine dei negozi, degli esercizi «in uno sforzo collettivo - ha sottolineato l’assessore alla attività produttive Daniena Toccafondi - per guardare verso il futuro. Chiediamo con forza - ha detto - che il brand Prato venga diffuso il più possibile, usandolo tutti insieme».
Perché la necessità pressante «è modificare l’idea - ha detto il sindaco Biffoni - che non si sappia valorizzare bene ciò che invece siamo bravi a fare. Tanti conoscono poco e male Prato, ma quando vi arrivano se ne innamorano e restano stupiti della contemporaneità di un territorio che vive un dinamismo eccezionale - ha preseguito - Per questo è fondamentale promuovere al meglio l'immagine di Prato, con un lavoro approfondito e coordinato. Il marketing territoriale serve per rilanciare la città sotto ogni aspetto, per valorizzare quello che già ha, riscattarla dai luoghi comuni. Se Prato attira visitatori, turisti e investitori i benefici ci saranno per tutti: per le imprese, per i commercianti, per i cittadini. Il brand non è del Comune, ma è di tutta la città di Prato».
E la genesi del brand Prato l’ha spiegata Anceschi la cui società ha materialmente elaborato gli input emersi durante gli incontri del percorso partecipativo gestito da Sociolab e Flod e che si è concluso a febbraio. «Abbiamo raccolto - ha spiegato il responsabile di Mrs Watson - le numerose indicazioni della città, utilizzando strumenti di comunicazione innovativi e il risultato è un bell’esempio di marketing territoriale che ha l’obiettivo di portare l’identità di Prato fuori dalla città e nel mondo». E’ stato il presidente del Pin Maurizio Fioravanti a sottolineare come «il saper fare di Prato non può più avere solo una diffusione interna perché i tempi sono cambiati». Il brand Prato nasce dagli assi della cinta muraria della città e racchiude una molteplicità di fili colorati che rappresentano tutti i diversi aspetti dell'idendità pratese: la tradizione del filato, la multietnicità della Prato contemporanea e il nuovo modo di fare impresa, legato alla tecnologia, all'ambiente.
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