Trasporti
"Su via Ciulli di più non potevo fare"
Il sindaco del Comune dopo la risposta negativa del Tribunale al dissequestro del sottopasso
PRATO. «Questa, come ha detto il procuratore capo è una questione tecnica. Io le sentenze non le commento: mi adeguo». Parola del sindaco Matteo Biffoni dopo aver saputo del no del giudice al dissequestro del sottopasso di via Ciulli. «Noi ci eravamo impegnati a mettere in sicurezza quel sottopasso per un tempo di ritorno di 20 anni e credevamo di aver fatto un buon lavoro. E poi, ovviamente ci saremmo impegnati a trovare un milione e mezzo di euro per fare il secondo step di interventi».
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Il giudice però darebbe il via libera alla realizzazione dei lavori riservandosi di valutare se saranno sufficienti per la riapertura. Com'è prassi in questi casi.
«Io però sono incastrato nel rischio del danno erariale. La giunta Cenni aveva già speso oltre 100mila euro senza avere il via libera alla riapertura. E noi, per questo motivo, prima di metterci altri 150mila euro abbiamo fatto un'istanza preventiva per capire se questi interventi garantivano la riapertura».
Dati i costi elevati dell'intero intervento, la complessità di questi interventi compresa la possibilità di un aumento del rischio idraulico nella zona, non converrebbe pensare a soluzioni viarie alternative?
«Io non sono un tecnico. A me serve dare una soluzione a quello che è un problema. Non mi sono impuntato ma lì ci sono un insediamento artigiano e residenziale a cui dare risposte. Siamo in zona del nuovo ospedale e non posso negare che quel sottopasso è comodo. In più devo farci passare le pattuglie per fare controlli periodici: a me non nego che è un nostro interesse e per questo ho voluto provare a riaprirlo».
Quindi.
Se tecnicamente mi dicono che fare i lavori in più step non va bene mi rimetto alla saggezza di chi ha deciso e cercherò altre soluzioni. Mi pareva di aver fatto un buon lavoro, tra l'altro, avevamo chiesto proprio al consulente del Tribunale: lo stesso che l'altra volta aveva bocciato la proposta del Comune. Meglio non avrei potuto fare. Ma ripeto: le sentenze non le commento. Mi adeguo. Vedrò con lo studio legale se ci sono i margini per un ricorso. Altrimenti…»
Altrimenti…
«La situazione si fa più complicata e mi pare di capire che non ho alternative a trovare il milione e mezzo di euro necessario a garantire tutto l'intervento». (iler)
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