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Un coordinamento di genitori di figli/e gay o lesbiche

Un coordinamento di genitori di figli/e gay o lesbiche

PRATO. Anna (nome di fantasia) l'ha saputo dal figlio 14enne via sms e lì per lì è stato uno choc. Per Sara (anche questo nome di fantasia) invece l'outing della figlia 16enne è avvenuto a viso...

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PRATO. Anna (nome di fantasia) l'ha saputo dal figlio 14enne via sms e lì per lì è stato uno choc. Per Sara (anche questo nome di fantasia) invece l'outing della figlia 16enne è avvenuto a viso aperto, dopodiché era a manifestare con lei, fianco a fianco, a "Svegliati Italia" con le altre famiglie arcobaleno. E chissà quanti figli ancora non parlano, credono di non poter dire chi siano ai familiari, tormentati dal terrore del rifiuto. Disagio, imbarazzo, vergogna, paura, confusione s'insinuano nella testa di chi fa fatica a fare i conti con l'omosessualità del figlio o della figlia senza poterla vivere alla luce del sole. «Alcuni chiedono chiarimenti al medico di famiglia quasi a cercare una spiegazione biologica, altri si rivolgono al parroco», racconta Emanuele Bresci, presidente del comitato Gay e Lesbiche, pilastro della realtà Lgbt di Prato. Uno che gli stereotipi e i pregiudizi li ha sempre combattuti e li combatte tutti i giorni. Ma Sara e Anna no, loro sì che vanno oltre gli stereotipi. Adulti consapevoli che ora vogliono aiutare gli altri a diventarlo, porgendo una spalla a che è carico di incertezze e mettendo un piedi un coordinamento di genitori di giovani gay, lesbiche e bisessuali. «Perché è importante che la famiglia - sottolinea Bresci - marci con e non contro l'adolescente omosessuale». Parole che potrebbero suonare come il manifesto del neo nato coordinamento che ha scelto un titolo significativo per il ciclo dei primi due incontri - "E' una bella gatta da pelare" - in programma venerdì 3 e giovedì 9 giugno allo spazio Aut (via Filippino), con la collaborazione del comitato Gay e Lesbiche. Orientamento sessuale, identità e adolescenza saranno i temi affrontati nei due incontri in programma alle 21. Ma guai a pensare che il neo nato coordinamento sia un gruppo di "auto-aiuto". Nel caso di mamma Sara, è stata la figlia a suggerirle di condividere un'esperienza con altri genitori accomunati dalla "scoperta" di un adolescente gay. «In fondo non ne avevo bisogno - racconta la donna - sono sempre stata una mamma aperta. Ma ho pensato alla reazione di altri genitori, di quanto sia importante che una famiglia dia sostegno in un momento delicato come l'adolescenza». A gennaio madre e figlia sono scese in piazza per il ddl Cirinnà (ora legge) per le unioni civili e, da lì in poi, le loro strade hanno incrociato quelle del comitato Gay e Lesbiche. Un incontro fecondo che ha gettato le fondamenta di questo punto d'ascolto con tanto di supporto psicologico (sono in corso contatti con il Ceis, Centro di solidarietà pratese). Così, se il titolo della serata del 3 giugno è "Genitori a confronto" con la testimonianza di rappresentanti di Agedo Toscana (associazione di genitori omosessuali), quella del 9 è tutta racchiusa in un punto interrogativo: "Come gestire la scoperta dell'orientamento sessuale dei propri figli e delle figlie" in una discussione a tutto tondo tra genitori con il supporto di uno psicoterapeuta (info: genitoridigiovaniglbprato@gmail.com).

Maria Lardara

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