Sicurezza
Rti “appeso” alle decisioni dell’Erario
Il gran pasticcio della gara dei rifiuti in commissione 4 e 6. Il vicesindaco Faggi: «Il raggruppamento farà anche ricorso al Tar»
PRATO. Gara dei rifiuti: il futuro di Rti, il raggruppamento di imprese di Prato, Firenze, Empoli, Pistoia, Agliana, Quarrata e Montale, appeso alle decisioni dell’Agenzia delle Entrate. Dopo l’espulsione per false dichiarazioni in merito a una pendenza tributaria da 120.000 euro relativa al 2009 di Cis (gestore del termovalorizzatore di Montale) le speranze di ritornare in gara (rimasta paradossalmente senza vincitori nè vinti e annullata in zona Cesarini e ciò nella fase dell’aggiudicazione definitiva), sono legate a un atto compiuto dalla società, che ha ripresentato, pochi giorni fa, la richiesta di autotutela, un atto, per chiarire, nel quale l’azienda fa presente che la posta non è dovuta, ne spiega i motivi e ne chiede la cancellazione. Se l’Erario giudicherà ammissibile la richiesta, Rti potrebbe, forse, rientrare “dalla finestra”, altrimenti bisognerà confidare nelle decisioni del Tar. Al quale Rti farà ricorso entro i trenta giorni successivi alla notifica dell’esclusione, quindi entro il 15 giugno. Sono queste le informazioni che il vicesindaco Simone Faggi ha comunicato alla commissione 4 Territorio e Ambiente e alla commissione 6 di Vigilanza, ieri in una riunione congiunta per affrontare, anche dal punto di vista politico, questo gran pasticcio.
Attonita la trentina di commissari, il commento più gentile è stato: «Una cosa di una gravità inaudita» (Giorgio Silli, presidente della 6), «Comportamenti scellerati) (Aldo Milone di Prato libera e sicura); «Imbecilli superficiali» (Roberto Cenni, capogruppo della lista civica) che ha anche ipotizzato un errore «doloso». Per Antonio Napolitano, Pd, di dolo «bisogna stare attenti a parlare. E’ invece possibile - ha detto - che si venga a configurare un “errore scusabile”, che è un istituto del diritto amministrativo volto a dare efficacia a un atto che, secondo un’interpretazione letterale della norma amministrativa, sarebbe in realtà inefficace». Per Rita Pieri (capogruppo di Forza Italia) «la sperequazione tra la posta non pagata da Cis e l’ammontare della gara (5 miliardi e 400 milioni ndr) è talmente grande da destare molti interrogativi». Infine Marilena Garnieri, gruppo misto, che ha sottolineato come «se l’Agenzia delle entrate ha rigettato la prima istanza di autotutela (quella relativa al 2009) è perché, con ogni probabilità, è stato fatto ricorso in Cassazione contro la decisione della Commissione tributaria di sgravare Cis dall’obbligo di pagamento le poste relative agli anni tra il 2006 e il 2008» per le quali Cis aveva fatto ricorso, vincendo, appunto, fino al secondo grado. Tra procedimenti tributari ancora pendenti, ritardi o addirittura mancati ricorsi, la situazione di Rti è decisamente difficile. Il tribunale amministrativo ha già fatto sapere che sulla richiesta di sospensiva che Rti certamente presenterà, deciderà nell’ultima seduta prima della pausa feriale, cioè il 23 luglio. Per il merito si andrà in autunno.
Cristina Orsini
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