Il Tirreno

Prato

Greenpeace divide Prato polemiche in Confindustria

di Ilenia Reali
Greenpeace divide Prato polemiche in Confindustria

Imprenditori divisi sul percorso da portare avanti sul tema della sostenibilità Contestazione dei tintori e dei rifinitori. E Prato Futura organizza un convegno

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PRATO. Detox il progetto di sostenibilità di Greenpeace crea tensioni in Confindustria. Gli imprenditori pratesi, ventisette, che hanno firmato l’accordo sono divisi su come portare avanti i lavori. E durante un incontro organizzativo alcuni imprenditori, delle aziende della nobilitazione, hanno duramente criticato il percorso individuato. Tutti riconoscono al presidente di Toscana Nord Andrea Cavicchi grossa lungimiranza nell’aver preso contatti con l’associazione ambientalista ma rilevano, anche in modo acceso, l’esigenza di procedere in modo diverso. Per le aziende della produzione (rappresentate nell’ultima riunione da Riccardo Matteini e Vincenzo Cangioli) il problema principale è l’impossibilità di raggiungere i parametri previsti da Detox mentre per una parte dei lanifici è quello di sfruttare anche dal punto di vista della comunicazione i vantaggi intermedi del percorso che porterà alla «sostenibilità estrema di Greenpeace». Sull’argomento rientra in pista l’imprenditore tessile Piero Bellucci che aspira alla creazione di un capitolato stile quello adottato dai filatori e firmato da una pattuglia di lanifici considerati più innovativi. Bellucci fa riferimento all’azienda di analisi Brachi che offre insieme alla parte legata all’aspetto chimico anche un servizio di consulenza grazie a una partnership con un’azienda fiorentina, la Process Factory. Di fatto un’alternativa al percorso che l’Unione industriale sta facendo (ma gratuitamente per le aziende) con il laboratorio di analisi dell’istituto Buzzi. Una spaccatura dentro il gruppo tessili di Confindustria sulla programmazione del futuro del distretto. La prima dall’elezione di Cavicchi alla guida di prima Confindustria Prato poi Toscana Nord. Un tema spinoso su cui entra a gamba tesa anche Prato Futura che sull’argomento ha organizzato un incontro per il 7 giugno. «Per lavorare sulla sostenibilità – commenta Manuele Nipoti amministratore del lanificio Bellucci – è necessario secondo noi creare un gruppo forte di tessitori in modo da avere quella visibilità e una promozione sul progetto che oggi non c’è pubblicizzando non Detox ma un nostro percorso di sostenibilità. Serve che, coloro che hanno le stesse esigenze, si mettano a un tavolo e creare qualcosa insieme come hanno fatto i filatori con il protocollo di intenti». «Senza Cavicchi e il suo entusiasmo - aggiunge Nipoti - non saremmo arrivati a essere il primo distretto che aderisce a Detox ma adesso il presidente dovrebbe rinunciare a evocare a se (e quindi all’Unione industriale) tutta l’organizzazione e lasciare che nascano gruppi e consorzi, non in contrasto con Confindustria, che fanno un loro percorso in modo da avere un vantaggio competitivo rispetto ad altri».

Per Giulio Lombardi dello studio Brachi «Cavicchi è stato bravissimo a stimolare il settore verso la sostenibilità» ma «non possiamo andare verso il Detox così rapidamente. Non condividiamo questa accelerazione: Prato ha bisogno di tempo. Servono step intermedi e insieme alle analisi anche un supporto aziendale. Non si può far finta che i requisiti di Greenpeace non siano molto difficili da raggiungere considerando l’organizzazione attuale delle aziende. Tra l’altro coloro con cui dobbiamo parlare sono i clienti che chiedono un lavoro sulla sostenibilità ma sono consapevoli che quanto richiesto da Greenpeace è lontano». «Dare un’adesione non è sufficiente», conclude Lombardo. «Per migliorare i requisiti tecnici serve un percorso che le tintorie e le rifinizioni non sono ancora in grado di fare. E per questo nell’ultima riunione c’è stata una contestazione. Il distretto non è pronto».

Ecco quindi che l’argomento «cosa possiamo invece fare» cambia sede e si sposta da Palazzo dell’insutria a Prato Futura. «Il 7 giugno, alle 14,30 alla Camera di commercio – spiega il presidente, l’imprenditore di Beste Giovanni Santi – abbiamo organizzato un incontro pubblico. L’obiettivo è avvicinare i due attori principali, clienti e fornitori. E a dirci cosa serve verranno alcuni clienti di altissimo livello come Gucci, Ermenegildo Zegna e Hugo Boss. Anche loro vogliono sapere cosa siamo davvero in grado di dare».

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