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Prato

Teresa Moda, chiesta la conferma della condanna

Teresa Moda, chiesta la conferma della condanna

Appello, ora la parola passa agli imputati. La prossima udienza è fissata per il 22 luglio

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PRATO. Prima udienza in Corte d'Appello del processo sul rogo di via Toscana che ha visto in primo grado condannati tre imprenditori cinesi, che a vario titolo, lavoravano e gestivano la fabbrica Teresa Moda in cui persero la vita il primo dicembre del 2013 sette operai cinesi. A fare ricorso sono stati i tre imprenditori Lin Youlan, che ebbe 8 anni e 8 mesi di reclusione, e due parenti che l'aiutavano nell'azienda, la sorella Youli, condannata a 6 anni e 10 mesi, e il marito di questa, Hu Xiaoping, a 6 anni e mezzo.

Ieri davanti alla corte della terza sezione penale presieduta dal giudice Mazzi, dopo un ritardo dovuto all'attesa di un interprete, hanno preso la parola la procura generale e tutte le parti civili compreso l'avvocato di Chen Changzhong, unico dipendente a scampare alle fiamme tra chi era, quella notte, nel capannone. Tutti (Inail, Comune di Prato, Camera del Lavoro-Cgil Prato, Filtem-Cgil Prato, Csp-Uil Prato e Unione sindacale territoriale Cisl Firenze Prato e parenti delle vittime) hanno chiesto la conferma della sentenza di primo grado.

L'avvocato Gabriele Zanobini, difensore dei tre imprenditori imputati di omicidio colposo plurimo aggravato, omissione dolosa di cautele antinfortunistiche, favoreggiamento per profitto di stranieri e incendio colposo aggravato, ha prodotto la sentenza di condanna dei fratelli Pellegrini nell'ottica di «fornire un quadro più completo».

La prossima udienza è fissata per il 22 luglio quando a parlare sarà l’avvocato dei tre cinesi che annuncia la produzione di nuovi elementi.

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