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Prato

Spaccio davanti alla scuola Due giovani in manette

Spaccio davanti alla scuola Due giovani in manette

I pusher nigeriani contattavano i clienti nel parcheggio accanto alla Pier Cironi Sono stati i genitori degli studenti a sollecitare l’intervento della polizia

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PRATO. Spacciavano droga accanto alla scuola media e per questo due giovani nigeriani sono stati arrestati dalla polizia.

Alle 15.40 di mercoledì sono scattate le manette ai polsi di un diciottenne e un ventottenne, entrambi titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari ma di fatto in Italia senza fissa dimora, in quanto sorpresi a spacciare eroina a tossicodipendenti italiani lungo la stradina che costeggia i giardini pubblici di viale della Repubblica, attigui alla scuola media Pier Cironi.

L’attività ha preso le mosse da segnalazioni che confermavano che l'attività di spaccio, dopo i controlli al Serraglio e nella zona di piazza San Marco, si è ulteriormente spostata nelle strade della prima periferia. Ed è nei giardini pubblici di viale della Repubblica che lo spaccio avverrebbe anche in pieno giorno, sotto gli occhi degli studenti della vicina scuola media.

I poliziotti, in abiti civili, dopo alcuni appostamenti, sono entrati in azione. Sono stati identificati e segnalati in Prefettura tre tossicodipendenti (un trentenne empolese, un cinquantaduenne pistoiese e un trentottenne poggese, due dei quali trovati in possesso di dosi di eroina appena acquistata dai pusher nigeriani) e arrestati i pusher in flagranza.

La polizia ha sequestrato involucri di eroina per 6,62 grammi, alcuni dei quali nascosti tra le siepi dei giardini pubblici, oltre a telefoni cellulari e 185 euro, denaro ritenuto provento dello spaccio.

A sollecitare l'intervento della polizia sono stati anche i genitori dei ragazzi che frequentano la scuola media. L'attività di spaccio, infatti, iniziava di solito intorno alle 13 e si protraeva fino alle 14.10, quando gli studenti escono dalla scuola. I genitori in attesa nel parcheggio avevano più volte notato alcuni giovani di colore che si aggiravano nei paraggi senza un motivo apparente. I contatti coi clienti avvenivano proprio davanti alla scuola e poi spacciatori e clienti si spostavano nei giardini lì accanto, dove i pusher avevano preso l'abitudine di sotterrare gli involucri contenenti la cocaina. Lo scambio avveniva accanto ai giochi solitamente usati dai bambini. Per questo ai due nigeriani viene contestata l'aggravante di aver venduto droga in prossimità di scuole e luoghi frequentati dai bambini, un’aggravante che prevede pene molto severe.

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