Il dolore
Posti letto all’ospedale, si cambia
Prato, al via una riorganizzazione della ripartizione nei vari reparti. Cartella clinica informatizzata
PRATO. Le parole chiave sono due: rimodulazione e razionalizzazione. Così la risposta alla fame di letti al "Santo Stefano" passa da una diversa gestione e redistribuzione di quelli già presenti. Ma senza fisicamente aumentare il numero dei posti. Così è tempo di restyling per l'ospedale di Prato, a due anni e mezzo dalla sua inaugurazione: da pochi giorni l'area medica ubicata al terzo piano del nosocomio ospita 28 posti letti in più (da 210 a 238).
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Ventotto letti di area chirurgica trasformati in posti di area medica dislocati al terzo piano con un'ala specifica dedicata alla medicina postoperatoria che affianca le unità di chirurgia (al secondo piano) per accogliere quei pazienti che sono stati sotto i ferri ma hanno bisogno di una competenza internistica. «Per il pronto soccorso era necessario avere più letti a disposizione. E questa riorganizzazione - spiega il direttore generale dell'Asl Toscana Centro, Paolo Morello Marchese - ci permette di aumentare i letti dell'area medica secondo il criterio dell'intensità di cura».
Posti letto. Con questa operazione si crea una valvola di sfogo per il Dea (pronto soccorso) ma senza penalizzare chirurgia che a disposizione aveva un numero di letti di "appoggio" per i pazienti trattati in fase post-operatoria (e che ora confluiscono in medicina). «Non sono letti in meno assegnati a chirurgia - precisa il coordinatore di emergenza e area critica Simone Magazzini - Questa riorganizzazione è partita da una settimana e ora i miglioramenti s'iniziano a vedere». La nuova "mappa geografica" dell'ospedale completa il progetto assistenziale basato sul concetto dell'intensità di cura. « Siamo partiti due anni e mezzo fa con un ospedale nuovo con tutti i suoi problemi che stanno trovando una soluzione», sottolinea il sindaco Matteo Biffoni.
A settembre il day service. L'identikit è quello del paziente che non richiede osservazione medica-infermieristica ma può cavarsela con una diagnosi entro 10-12 ore. L'alternativa al pronto soccorso si chiama "Day service" che dopo l'estate troverà spazio nei locali del nosocomio a piano terra. Funziona così: il paziente con sospetto di diagnosi importante verrà inviato dal medico di medicina generale al "Day service" dove verrà preso in carico da uno specialista. Non dunque un "Day hospital", già funzionante e con finalità diverse (è legato alla necessità di interventi chirurgici), ma un "Day service" in collegamento con i medici curanti. Anche questo un modo per alleggerire la pressione sul pronto soccorso che raggiunge anche picchi di oltre 300 accessi giornalieri, il 10% dei quali si traduce soltanto in ricoveri.
Cartella clinica a portata di click. La salute del paziente a raggi X: il dossier con le informazioni cliniche del paziente e tutta la sua storia potrà essere consultato on line dall'ospedale fino all'ambulatorio del medico di famiglia. L'informatizzazione verrà estesa anche a Prato e Pistoia a cavallo dell'estate: i primi a dire addio alla cartella cartacea saranno medicina 1 e medicina 2 al terzo piano. Ed è previsto inoltre un collegamento tra gli ospedali dell'area Asl Centro nella condivisione delle informazioni.
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