Il Tirreno

Prato

protesta davanti alla prefettura

I vigili del fuoco alzano la voce

I vigili del fuoco alzano la voce

Vogliono essere pagati come le altre forze di polizia

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PRATO. «Lo Stato ci considera un corpo di serie B. Ma noi non lo siamo». I vigili del fuoco ieri mattina si sono ritrovati davanti le Prefetture di tutta Italia affinché queste si facciano portavoce presso le più alte cariche dello Stato e far si che i pompieri possano essere trattati al pari degli altri corpi. L'iniziativa è stata promossa dal Conapo, il sindacato autonomo dei vigili del fuoco, e l'appello è rivolto a tutti i politici perché prendano provvedimenti. «Noi dipendiamo dal Ministero dell'Interno come la Polizia - spiega il segretario provinciale del Conapo Giacomo Ciabatti - Eppure prendiamo dalle 300 alle 700 in meno, anche se i rischi che corriamo sono ai massimi livelli. Non chiediamo e non vogliamo privilegi ma solo parità di trattamento. Il nostro primo compito come vigili del fuoco è quello del soccorso pubblico, ma quello che facciamo non viene considerato». A Prato l'organico è di 120 pompieri che lavorano su turni di 12 ore con due squadre, una a Prato e una a Montemurlo composte da 5 uomini l'una, 50 sono gli aderenti al Conapo e mercoledì mattina una decina erano quelli che hanno manifestato pacificamente davanti la Prefettura. «Già sei mesi fa abbiamo avuto un incontro col Prefetto, sempre disponibile a riceverci - dice Giacomo Ciabatti - Ma ad oggi le cose non sono cambiate. Stamani visti i suoi impegni il Prefetto non può riceverci, gli lasceremo comunque una lettera dove chiediamo di far pervenire al Governo le nostre richieste». (aze.b.)

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