Sicurezza
Con l’omicidio stradale la pena sarebbe stata più alta
La pena chiesta per il conducente dell’auto che travolse e uccise Giancarlo Ravidà (nella foto) è abbastanza severa, ma sarebbe stata ancora più severa se quell’incidente fosse accaduto oggi e non...
La pena chiesta per il conducente dell’auto che travolse e uccise Giancarlo Ravidà (nella foto) è abbastanza severa, ma sarebbe stata ancora più severa se quell’incidente fosse accaduto oggi e non oltre un anno fa. Nel frattempo infatti è entrato in vigore l’articolo 589 bis del Codice penale sull’omicidio stradale, una norma che al terzo comma prevede una pena da 6 a 9 anni per “il conducente di un autoveicolo o motociclo o altro mezzo meccanico che si dia alla fuga, rendendosi irreperibile, dopo aver cagionato un sinistro stradale con violazione delle norme sulla disciplina stradale, dal quale sia derivata la morte di una persona”. Nel caso in cui il conducente dell’auto che provoca un incidente mortale sia sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti, la pena è ancora più alta, da otto a dodici anni.
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