Il Tirreno

Prato

Controllata la tintoria Superlativa c'erano 21 lavoratori irregolari

Ilenia Reali
L'interno della tintoria, i controlli della Finanza e la parte che affaccia sulla Declassata
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L'interno della tintoria, i controlli della Finanza e la parte che affaccia sulla Declassata

La Finanza era partita per un controllo fiscale. L'obiettivo era far luce sui "conti" delle aziende cinesi che operano a monte della filiera. Il controllo rappresenta un salto di qualità nelle indagini sulle imprese irregolari cinesi. La storia della Alessia, la "gemella inattiva"

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PRATO.  Sono entrati all’interno della Tintoria Superlativa, ex Ellefinish, per un controllo. E davanti ai loro occhi si è aperta una situazione incredibile. C’erano 21 lavoratori irregolari che lì dormivano e lavoravano. Dormitori erano stati ricavati all’interno della grande fabbrica tessile, al secondo piano nel lato degli uffici e nella mansarda.

Una situazione inaspettata per gli uomini del Nucleo di polizia tributaria della Finanza comandati dal tenente colonnello Bruno Baldini che lì, in quell’azienda di una fase di lavoro nevralgica per la filiera tessile pratese, cercavano qualcosa di diverso. Il blitz infatti partiva dall’esigenza di fare un controllo fiscale. Si voleva, dopo i ripetuti allarmi del sindacato e degli industriali sulle tintorie, capire come lavorassero. Come potessero impiantare attività con investimenti così importanti, milionari, mentre le analoghe aziende (già strutturate) pratesi facevano grandissimi sforzi per mantenere i conti in equilibrio.

Caso tintorie, allarme di sindacati e industriali

I finanzieri, con poteri ampi di polizia economica e finanziaria, avevano il compito di verificare tutta la documentazione per capire  quali fossero i consumi elettrici, il pagamento del personale, le rimanenze del magazzino, i liquidi di prodotto consumati, il carico e lo scarico del materiale grezzo e poi lavorato.

Un salto di qualità nella lotta all’illegalità cinese partita dalla tintoria Superlativa. Non a caso, probabilmente.  Lì si sapeva che qualcosa non tornava dall’analisi della documentazione e anche perché l’anno passato era stato dichiarato il fallimento della Tintoria Alessia, una tintoria inattiva con sede allo stesso indirizzo della Superlativa. Il fallimento fu chiesto dall’Eni per le continue forniture di gas non pagate. Gas utilizzato da chi se “Alessia” era inattiva?

La storia della tintoria Alessia e i legami con la Superlativa

L’attività di controllo della Finanza è stata estesa quindi, grazie al provvedimento di accesso emesso dal sostituto procuratore della Repubblica di Prato, Antonio Sangermano nelle abitazioni dei titolari tra cui Hu Sichao (il socio accomandante è Huang Chunhui), dove è stata rinvenuta ed acquisita la documentazione contabile e fiscale propedeutica alla prosecuzione delle indagini amministrative ma anche, a questo punto, di natura penale, mentre i locali adibiti a dormitorio dei clandestini sono stati posti sotto sequestro.

Le operazioni sono durate dalla mattina fino alla tarda serata del 12 maggio, con l’identificazione di tutti i clandestini avvenuta anche grazie alla collaborazione della locale Questura di Prato, con la quale sono state avviatele procedure di rito per i provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale e del personale del Dipartimento della Prevenzione della Asl pratese il cui contributo è stato richiesto nell’ambito del cosiddetto “Piano straordinario per il lavoro sicuro” finanziato dalla Regione Toscana.

LE REAZIONI

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Nel video realizzato nel 2013 Alessia Ye, moglie di uno dei due soci, racconta della tintoria e si difenda dall'accusa rivolta alle tintorie di fare concorrenza sleale

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