Lutto
Rossi: «Profughi sfruttati non basta punire i caporali»
Il governatore in visita al Santa Rita elogia gli operatori che hanno denunciato ma chiede una legge che renda corresponsabili anche gli imprenditori
PRATO. Una legge che corresponsabilizzi gli imprenditori che prendono al lavoro i profughi, che vada oltre la proposta del governo di punire i caporali. È l’auspicio e la richiesta che il presidente della Regione Enrico Rossi ha formulato ieri mattina al centro di accoglienza profughi del Santa Rita a Prato. Il governatore Rossi ha voluto recarsi di persona nella struttura di piazza San Domenico per ringraziare gli operatori della Fondazione Santa Rita che hanno subito denunciato gli episodi di sfruttamento ai danni di alcuni profughi, alcuni dei quali ospiti al Santa Rita, impiegati in lavori agricoli nei vigneti del Chianti anche per dodici ore al giorno. Denuncia dalla quale è partita l’indagine del sostituto procuratore Antonio Sangermano , che ha portato per ora a nove indagati di origine pakistana per associazione a delinquere e intermediazione illecita e altri tre indagati consulenti del lavoro di Prato per concorso esterno in associazione a delinquere.
«Siete un esempio positivo per tutta la Toscana - ha detto - Vi voglio ringraziare per come avete reagito con immediatezza, permettendo alla Procura di agire, con un'azione che è andata oltre Prato. Il vostro è stato un comportamento esemplare». «La vicenda ha dimostrato che il modello toscano di accoglienza diffusa funziona - ha aggiunto - Trovo positivo che Prato abbia reagito – e così deve essere fatto in tutta la Toscana. Noi insieme al Trentino non siamo una regione invasa dal caporalato in agricoltura, che resta un fenomeno contenuto, ma che va stroncato sul nascere per evitare che il lavoro nero prenda campo e che si sfruttino le persone facendole lavorare praticamente senza stipendio ed in condizioni disumane. Se questa piaga si estendesse metterebbe in difficoltà anche gli imprenditori onesti».
Rossi ha poi richiamato il Progetto Prato lavoro sicuro ed i controlli che continuano ad essere effettuati «perché anche accoglienza e legalità devono stare legate insieme». Si è poi detto convinto che «occorre corresponsabilizzare anche gli imprenditori del settore perché sorveglino le loro attività e sappiano che cosa accade nei terreni di loro proprietà», annunciando che prima dell'estate «la Regione offrirà un servizio di segnalazione dei lavoratori regolari, per tutti quegli imprenditori che vogliono stare nelle regole». Non c’è una legge, ha detto Rossi, che punisca gli imprenditori che si rendono corresponsabili di fenomeni di sfruttamento. «Tocca anche all'imprenditore vedere se nel suo stabilimento, o come in questo caso nel suo terreno agricolo, si rispettino le regole sul lavoro. Penso che il Parlamento debba legiferare in tal senso perché inasprire le pene nei confronti dei caporali, anche se importante e va benissimo quando ha fatto il governo, non può essere l'unica risposta. Quanto all'accoglienza dei migranti, il presidente ha ricordato di aver scritto al ministro Alfano senza ricevere alcuna risposta, ma di aspettarsi una convocazione a Roma per discuterne. «Giudico positiva – ha concluso – la riforma proposta dai ministri Martina e Orlando che inasprisce le pene per i caporali e prevede misure come il sequestro dei mezzi, ma credo occorra una legge che penalizzi le aziende che fanno ricorso al lavoro nero. Penso ad esempio che se azzerassimo per qualche anno i contributi che derivano dai fondi europei per chi compie azioni illegali, otterremmo buoni risultati nel debellare il fenomeno».
Francesco Albonetti
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