Il dolore
Ex Rosalinda, c'è un’idea di recupero
Prato, dell’ex villaggio incompiuto dopo il fallimento delle ditte un gruppo di residenti di Viaccia propone di salvare almeno le strade. L'assessore: "E' un'area privata, difficile intervenire"
PRATO. Ci avevano provato nel 2013 quando, a furia di farsi sentire con la precedente amministrazione, riuscirono ad ottenere una viabilità alternativa (l'attuale via Teano) per proteggere dal traffico le scuole "Rodari" in vista del futuro villaggio "Rosalinda". Ma l'ex Rosalinda, pallido ricordo della fabbrica fallita agli inizi degli anni '90, è ancora lì, a Viaccia. E i cittadini ora invocano l'applicazione del regolamento comunale sulla partecipazione per risolvere i disagi legati al cantiere fantasma che Massimo Chiarugi, storico esponente del coordinamento cittadini per Viaccia, definisce «un buco nel mezzo del paese». E pensare che in quel paese dovevano spuntare un piazza, una galleria di negozi, un centro civico, nuovi spazi di aggregazione e qualcosa come 250 appartamenti.
Niente di tutto ciò: il recupero di un'area di 40mila metri quadrati a partire dalla demolizione dell'ex fabbrica non è mai avvenuto. A distanza di quattro anni il cantiere è ancora fermo (realizzate le prime opere di urbanizzazione: strade, marciapiedi e un piccolo parcheggio) perché la proprietà - il consorzio che riunisce coop di abitazione rosse e bianche, Polistrade e la Carep in liquidazione) - ha fermato tutto. E visto che i "viaccesi" devono convivere con il sogno mancato del villaggio Rosalinda (il piano di recupero risale al 2008: responsabile dei lavori l'ex assessore all'urbanistica Stefano Ciuoffo), hanno messo nero su bianco i problemi della zona: degrado, microcriminalità, vagabondaggio, abbandono di rifiuti pericolosi.
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Quanto basta per chiedere il 3 marzo scorso l'attivazione di un processo partecipativo sulla scorta del regolamento comunale. Proposta accolta dalla giunta il 31 marzo: la prima riunione del tavolo si terrà venerdì 13 maggio nei locali di via Santa Caterina dove l'assessore alla partecipazione Simone Mangani incontrerà una rappresentanza di cittadini. Per la verità, l'articolo 15 del regolamento sulla partecipazione prevede che nel caso di processo partecipativo su istanza di cittadini, i proponenti debbano essere convocati entro 15 giorni. Al di là delle tempistiche, cosa rivendicano i cittadini?
«In paese c'è una situazione di insofferenza totale per la mancanza di prospettive - lamentano i promotori del tavolo Massimo Chiarugi, Davide Guerranti e Riccardo Settesoldi - Attraverso l'amministrazione cerchiamo un contatto con la proprietà per capire se si può pensare di delimitare il cantiere in modo da valorizzare il reticolo di strade già realizzate. Sarebbe una valvola di sfogo per la circolazione in paese». Basterebbe asfaltare questi tratti di strada che collegano via Calatafimi a via Viaccia a Narnali, ad esempio, per alleggerire il traffico. Fortunatamente, nel 2013 fu aperta via Teano, la bretella che collega via Viaccia e via Aspromonte, per eliminare gli ingorghi intorno alle scuole. Anche in quell'occasione fu attivato un processo di partecipazione. «Vogliamo che la ricerca di una soluzione passi dai luoghi istituzionali - dicono Chiarugi e Settesoldi - ecco perché ci siamo appellati al regolamento sulla partecipazione».
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