Il Tirreno

Prato

"Consiag renda conto dei 9 milioni e mezzo di azioni Bpvi comprate"

Cristina Orsini
La sede di Consiag in via Panziera
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La sede di Consiag in via Panziera

Il comitato "Prato vuole vivere così", derivazione civica del Meetup 5 Stelle e la consigliere comunale indipendente Marilena Garnier attaccano Comune e società partecipata sull'acquisto dei titoli: "Spieghino ora chi pagherà le conseguenze di un'operazione folle"

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PRATO. Contro Bpvi, contro Consiag, contro il Comune e in particolare contro l’assessore che si occupa di partecipate, il vicesindaco Simone Faggi. L’attacco del comitato “Prato vuole vivere così”, derivazione civica del meetup 5 Stelle di Marcello Gufoni, è totale.

Portabandiera delle istanze è la consigliera comunale indipendente Marilena Garnier che per la conferenza stampa sceglie una sala del Comune e che precisa: «Resto indipendente ma raccolgo le sollecitazioni dei cittadini, di qualsiasi colore politico siano, quando sono vere e trasparenti». E in questo caso, la materia prima c’è.

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Il comitato - nato in settembre, vicepresidente Giuseppe Padovano - è andato a scavare tra i maggiori azionisti Bpvi di Prato scoprendo che Consiag nel 2011, 2012 e 2013 ha acquistato per tranches successive qualcosa come 9 milioni 600.000 euro di azioni (4 milioni e mezzo di obbligazioni tra quelle della Popolare di Vicenza e del Monte dei Paschi di Siena).

«Una cifra folle - è il giudizio di Garnier - visto che già dal 2008 c’erano chiari segnali di cedimento della banca». Ed è Pietro Borella, ex dipendente Cariprato e Bpvi dopo l’incorporazione (2010), sindacalista, presente in veste di consulente di Garnier, a precisare: «Proprio in quegli anni le azioni Bpvi sono passate da un rating BBB+ a BB, praticamente carta straccia e Consiag invece, sempre nello stesso periodo, compra un altro po’ di titoli. Sono contenti, investono, con i nostri soldi perché Consiag è una società di utilità pubblica».

Il comitato, per voce di Garnier, chiede al Comune risposte chiare sulla vicenda (sotto forma di interrogazione che la consigliera indipendente presenterà al più presto e che dovrebbe essere discussa in consiglio tra un paio di settimane).

BPVI, UNA LUNGA STORIA

«In particolare - spiega Garnier - vogliamo capire perché Consiag abbia investito tanti soldi nella Banca, se ha dovuto chiedere prestiti per acquistare le azioni, se il Comune sapeva e ha avallato l’operazione, che fine ha fatto l’investimento, anche se purtroppo la risposta la sappiamo. Cosa accadrà adesso, visto che i quasi 10 milioni si sono volatilizzati, se l’ammanco ha provocato buchi di bilancio e soprattutto - conclude - chi ne pagherà le conseguenze».

E’ stato Padovano ad annunciare che il Comitato «chiederà conto delle decisioni prese a tutti i Comuni dell’area Consiag» mentre Chiara Bartolini, portavoce del Comitato, ha fatto presente che il Fondo Atlante che possiede Bpvi al 99% è «un istituto che fa business e quindi ci dobbiamo scordare la banca legata al territorio che aiuta imprese e famiglie» .

 

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