Gioco
I genitori degli asili nido minacciano il ricorso al Tar
Sit in in piazza del Comune per la decisione di affidare il servizio a una cooperativa Fontanelle, Figline e Tavola sul piede di guerra. La risposta dell’assessore Ciambellotti
PRATO. Babbo Luca non getta la spugna. E con lui tanti altri. Pur di difendere la scuola pubblica, sono disposti a portare il Comune di fronte al tribunale amministrativo. Il ricorso al Tar, ultima spiaggia se anche la protesta della piazza dovesse rimanere inascoltata. Suona la carica delle mamme e dei babbi delle materne di Fontanelle, Figline e dell'asilo "Il Ranocchio" di Tavola.
A suon di slogan e striscioni, armati di carrozzine e passeggini, i genitori si sono dati appuntamento in piazza del Comune per dire no alla privatizzazione di queste scuole. Perché l'idea dell'appalto alle cooperative proprio non va giù. «Se sarà necessario impugneremo la decisione del Comune al Tar: ci stiamo consultando con un avvocato», raccontano Luca Rosa e Tiziana Schiavone al sit-in ai piedi della statua del Datini prima dell'inizio dei lavori del consiglio comunale. Hanno trovato una sponda nella consigliera indipendente, un'agguerrita Marilena Garnier, che ha presentato un question time per chiedere alla giunta di rendere conto della decisione di esternalizzare le strutture senza che ciò sia stato comunicato alle famiglie entro il termine ultimo delle iscrizioni al prossimo anno scolastico.
E così in aula si è spostato il sit-in dei genitori. «Il Comune non fa marcia indietro? Non la facciamo nemmeno noi: non vogliamo che i nostri figli abbiano a che fare con i servizi al ribasso delle cooperative», grida una rappresentante di Figline mentre regge uno striscione con la scritta "I bambini non si appaltano".
«Il fatto che non assumano altri insegnanti è solo una questione di volontà politica e gli assessori competenti lo hanno dichiarato in commissione», aggiunge un'altra mamma. Dopo l'iniziativa di tappezzare con gli striscioni le scuole e dopo gli incontri con gli assessori Ciambellotti e Squittieri, ecco risuonare la protesta in piazza; le mamme sono inoltre al lavoro per presentare una petizione che hanno firmato anche le maestre in servizio. Com'è noto, per far fronte alla carenza di 18 educatori (il piano di assunzioni di 36 insegnanti non è sufficiente) il Comune ha deciso di dare in appalto a una cooperativa le strutture di Tavola, Fontanelle e Figline.
«Le iscrizioni per il nido "Il Ranocchio" si sono chiuse il 31 gennaio, a metà mese avevamo ricevuto una lettera in cui ci veniva riconfermato il posto al nido per il prossimo anno. Nessun accenno alla privatizzazione», raccontano le mamme di Tavola Anna Maria Brogioni, Elisa Manfredi e Francesca Imorgi.
In aula la consigliera Garnier non le ha mandate a dire spingendosi con una battuta («Chi non ha figli non può capire») che è stata duramente contestata dai banchi della maggioranza. «La giunta - ha detto Garnier - ha parlato di sperimentazione, è inaccettabile che dei bimbi piccoli vengano utilizzati per "sperimentare".
Faccio notare che il 4 febbraio 2015 presentai un'interrogazione sugli asili e sulle scuole dell'infanzia comunali: mi fu risposto a luglio che i servizi sarebbero stati dati alle coop Alice e Pane e Rose. Ma perchè il Comune non ha comunicato entro il 31 marzo, data ultima per il rinnovo dell'iscrizione, la decisione di bandire alcuni servizi?». Alla consigliera Garnier ha replicato l'assessore Ciambellotti che ha sottolineato ancora una volta il ruolo chiave del coordinamento pedagogico nella fase di transizione dal pubblico al privato. «Lavoreremo fino al 31 agosto per ridurre il più possibile l'impatto». Ma il bando ancora non si vede.
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