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Incendio in via Cerutti, i residenti sospettano una ritorsione
L'associazione "Quelli di piazza Ciardi" ha pubblicato una lettera aperta: "Denunciamo le attività illecite della zona, il furgone bruciato è di un nostro associato"
PRATO. All'indomani dell'incendio che ha danneggiato un'auto e un furgone in via Attilio Cerutti, all'alba del 4 maggio, l'associazione "Quelli di piazza Ciardi", nata per favorire la legalità nella zona, ha pubblicato una lettera aperta sulla propria pagina Facebook nella quale avanza il sospetto che l'incendio possa essere stato una ritorsione contro le attività del gruppo, di cui fa parte anche il proprietario del furgone incendiato.
"Il furgone utilizzato per la sua attività lavorativa - si legge nella lettera - è stato deliberatamente incendiato mettendo anche a repentaglio la vita di venti persone cinesi che dormivano nel magazzino adiacente. Il fatto è grave a prescindere dalle motivazioni sulle quali, comunque, stanno indagando le forze dell'ordine, e dà la misura di quanto ancora ci sia da fare per raggiungere l'obiettivo indicato dal nuovo questore al momento del suo insediamento, ovvero che avrebbe fatto tutto ciò che era in suo potere per garantire il regolare svolgimento delle attività economiche e sociali. Questo obiettivo indicato dal questore lo sentiamo completamente nostro, visto che come associazione abbiamo già intrapreso delle azioni atte a segnalare e denunciare le attività illegali sul nostro territorio, azioni che potrebbero aver infastidito i protagonisti degli illeciti denunciati (un noto statista ebbe a dire “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina”)".
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"Vorremmo perciò invitare la cittadinanza a una presa di posizione più forte contro i palesi illeciti, senza atteggiamenti titubanti ed impauriti, e rinnovare il nostro pieno appoggio alle autorità competenti, invitandole ad un lavoro ancora più capillare e più mirato. Auspichiamo perciò un'accelerazione da parte delle istituzioni per far piena luce su attività commerciali soltanto di facciata e che nascondono (ben poco in effetti, visto che è piuttosto semplice per chiunque vedere che tipo di negozio si attua all'interno) traffici illeciti, quali market fatti chiudere in centro storico e riaperti nella zona di via Bologna, così come da noi segnalati da tempo, o sui numerosi dormitori, sovraffollati, presenti in via Cerutti, altra situazione da noi più e più volte segnalata. Ricordiamo che anche i proprietari degli immobili sono stati ritenuti co-responsabili degli illeciti perpetrati nei fondi di loro proprietà. Noi continueremo il nostro lavoro come gruppo di cittadini attivi, stringendoci attorno a chi ha subito questo gravissimo danno e sostenendolo con i mezzi che abbiamo, perché siamo convinti che la città che vogliamo la dobbiamo costruire giorno per giorno insieme a tutti quelli a cui interessa".
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