La manifestazione
Arrestato il marocchino molesto
Da un mese era diventato l’incubo di infermieri e medici del pronto soccorso
PRATO. Alla fine l'hanno arrestato. Il giovane marocchino che da qualche settimana era diventato un incubo per medici, infermieri e guardie giurate del pronto soccorso dell'ospedale e della guardia medica, è stato arrestato ieri pomeriggio dalla polizia in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta dal sostituto procuratore Antonio Sangermano e firmata dal giudice per le indagini preliminari. Il provvedimento è arrivato al termine di una lunga serie di episodi che avevano visto come protagonista Zine Mahiri, diciottenne marocchino, irregolare, che ha collezionato una sfilza di denunce per aver molestato gli infermieri del pronto soccorso e in un caso aggredito le guardie giurate della Securitas Metronotte. L'ultimo episodio della serie risale alla serata di martedì, quando il giovane ha praticamente bloccato l'attività della guardia medica al Centro sanitario Giovannini ed è stato portato in caserma dai carabinieri.
Alla fine di marzo il giovane marocchino fu salvato da un incendio nell'abitazione che insieme ad altri nordafricani aveva occupato in via Luti, e dove è tornato dopo la dimissione dall'ospedale.
Al diciottenne vengono contestati una serie di reati: un furto in un negozio di scarpe del centro il 22 aprile, un altro furto nello stesso negozio il 27, una violenza lo stesso giorno, resistenza e lesioni ai danni di due vigilanti all'ospedale il 30 aprile, il furto di un telefono cellulare a un cinese in viale Vittorio Veneto lo stesso giorno. Il giovane aveva preso l'abitudine di andare al pronto soccorso o alla guardia medica chiedendo insistentemente uno psicofarmaco, che non poteva essergli prescritto.
Il diciottenne è stato rintracciato dalla polizia nel pomeriggio grazie alla telefonata della titolare di un negozio di parrucchiera in viale Vittorio Veneto che ha segnalato la presenza di un giovane che dava fastidio. Per il diciottenne marocchino era già pronto un posto in un Centro di identificazione ed espulsione a Brindisi, a cui verrà accompagnato quando sarà scarcerato. (p.n.)
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