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Passerella chiusa Summit in Procura

PRATO. Il sovrappasso ciclo-pedonale di via Cava è costato 300.000 euro, è finito dal 2013 ed è stato anche collaudato, ma ancora non si sa quando verrà aperto. Il motivo è che è stato costruito con...

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PRATO. Il sovrappasso ciclo-pedonale di via Cava è costato 300.000 euro, è finito dal 2013 ed è stato anche collaudato, ma ancora non si sa quando verrà aperto. Il motivo è che è stato costruito con un materiale (una speciale vetroresina) che non figura nell’elenco ministeriale dei materiali che possono essere usati, e per questo il Genio civile non ha dato il via libera.

Per risolvere questa impasse molto burocratica e poco comprensibile dal grande pubblico ieri mattina il sindaco Matteo Biffoni e l’assessore alla Mobilità Filippo Alessi sono andati a consultarsi col procuratore capo Giuseppe Nicolosi, per chiedere lumi sugli eventuali rischi che correrebbe il Comune se aprisse la passerella in assenza del via libera del Genio civile.

Sembra che il procuratore non abbia dato un’indicazione precisa, anche perché la Procura non ha mai avuto modo di occuparsi della vicenda. Ma la visita a Nicolosi non è l’unica in programma. Oltre al rischio di aprire la passerella c’è infatti anche il rischio di non aprirla, perché potrebbe configurarsi un danno erariale: sarebbero stati spesi soldi pubblici per un’opera inutile. E così il Comune si trova tra l’incudine e il martello e dovrà trovare una soluzione.

La passerella di via Cava, accanto alla rotonda con viale Allende, è stata progettata nel 2005 e iniziata a costruire nel 2006. Sette anni dopo, siamo già alla giunta Cenni, è stata di fatto completata, ma da allora sono passati altri tre anni ed è rimasta lì, inoperosa. Ora si tratta solo di inaugurarla, possibilmente senza rischi.

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