Sicurezza
La Popolare di Vicenza non è stata ammessa in Borsa
Le autorità di vigilanza hanno respinto la richiesta dell'istituto di credito "perché non sussistono i presupposti per garantire il regolare funzionamento del mercato"
PRATO. Quello che si temeva è accaduto: la Banca popolare di Vicenza (tra i cui soci figurano oltre 5.000 pratesi e oltre 11.000 residenti in Toscana) non è stata ammessa alle quotazioni alla Borsa di Milano. Lo rende noto uno stringato comunicato di Borsa italiana in cui si spiega che non è stata approvata la quotazione in Borsa della Popolare di Vicenza perché "non sussistono i presupposti per garantire il regolare funzionamento del mercato".
La notizia ha avuto immediati riflessi sull'indice di Milano, che ha ampliato le perdite, con il
Ftse Mib che tocca un calo -1,28%. Sono state sospese le quotazioni di Mps, Unicredit e Bpm. Situazione difficile per molte banche.
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A determinare la mancata quotazione è stato lo scarso "flottante" che si è creato sul titolo. Il collocamento si era concluso con la sottoscrizione del 7,66%, ma con un 4,97% detenuto da un unico investitore (Mediobanca). Il Fondo Atlante deteneva così il 91,72% del capitale, gli azionisti preesistenti il 2,86%, il pubblico indistinto lo 0,36%, lo 0,10% da 9 investitori istituzionali. Troppo poco per convincere Borsa Italiana a dare il via libera; il flottante per consentire lo sbarco sul mercato doveva essere pari ad almeno il 25%, ma Borsa Italiana poteva anche considerare la quota del Fondo Atlante come azionariato diffuso. Con le azioni della Popolare Vicenza rimaste fuori dal listino ora toccherà allo stesso Fondo Atlante rilevare tutte le azioni collocate, arrivando quindi a una quota del 99,33% dell'istituto, mentre lo 0,67% appartiene ai vecchi azionisti.
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