Il Tirreno

Prato

Cinese rimpatriato: "Gli agenti potevano volare in business, hanno scelto l'economy"

Il sindacato di polizia spiega il motivo del costo del viaggio a Shanghai e rettifica la cifra. "Ecco come si arriva a 11mila euro di spesa"

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PRATO. Gli agenti della polizia di che hanno accompagnato il cittadino cinese alla frontiera dopo che aveva scontato la pena in carcere per reati contro il patrimonio e la persona, sono rientrati in Italia, in classe economy. A renderlo noto il sindacato di polizia Silp Cgil per mettere in evidenza come la responsabilità del costo del rimpatrio (11mila euro e non 16mila la cifra contenuta nel comunicato del sindacato) non sia assolutamente imputabile agli agenti della scorta. Tra le spiegazioni fornite dallo Spi Cgil per illustrare i motivi che hanno portato a una spesa comunque così elevata  c’è il fatto che i “biglietti di andata e ritorno, in previsione di qualunque imprevisto che annulli la partenza, debbono essere rimborsabili e quindi acquistati a tariffa piena, che i biglietti possono essere acquistati solo presso un’agenzia di viaggi inviduata dalla Prefettura alla migliore tariffa del momento ma, che comunque deve tenere conto delle esigenze operative connesse alla vigilanza del rimpatriato”.

Inoltre, spiega sempre il segretario provinciale del sindacato Silp Federico Zacchei, “gli operatori che effettuano le scorte internazionali con viaggi superiori alle cinque ore hanno diritto alla classe business, diritto a cui gli agenti in questione hanno rinunciato”.

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