Il Tirreno

Prato

Non rinnova il permesso e prende multe a raffica ma il giudice le annulla

Maria Lardara
Il varco elettronico di via Tintori
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Il varco elettronico di via Tintori

Prato, un residente in centro ha dimostrato che la dimenticanza è stata dovuta all’assenza dell’avviso automatico via sms che il Comune per un periodo ha sospeso

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PRATO. Il postino suona sempre due volte, anzi venti. Venti raccomandate consegnate alla stessa ora e nello stesso giorno. Era il 21 dicembre 2015, una sorpresa di Babbo Natale quanto mai sgradita per il signor Maurizio che abita in centro storico. Quasi quasi gli venne da sorridere: tutta quella valanga di multe sigillate nelle famigerate buste verdi per un totale di 1920 euro, in fondo, se l'aspettava.

Sì perché il suo permesso di automobilista residente in Ztl "A" (ex Apu) era scaduto il 5 ottobre ma lui, dimenticando di rinnovarlo, per 15 giorni consecutivi aveva continuato a "bucare" il varco di via Tintori fino ad accorgersi della dimenticanza. Ma a quel punto era troppo tardi: suo malgrado, la targa dell'auto era stata fotografata e sanzionata dall'occhio elettronico con più di un passaggio irregolare anche nell'arco della stessa giornata (capita se il varco diventa un passaggio obbligato per tornare a casa). Una dimenticanza che poteva costargli quasi duemila euro, una bella somma che avrebbe rimpinguato le casse del Comune.

Ma il giudice di pace non è stato di questo avviso, annullando in un colpo solo tutti i provvedimenti impugnati e accogliendo il ricorso del cittadino assistito dall'avvocato Nicola Maneschi. La sentenza, firmata dal giudice Paola Errani, è del 26 aprile. «Giustizia è stata fatta - esulta Maurizio - per aver dimenticato di rinnovare un permesso da 15 euro mi sono arrivati ben venti verbali di quasi 2mila. Non c'era proporzione».

C'è di più. Al cospetto del giudice di pace, il residente s'è appellato al servizio una volta disponibile per avvisare via sms i residenti della scadenza del loro permesso. Maurizio stava così tranquillo: un "bip" del suo cellulare lo avrebbe avvertito del momento in cui rivolgersi a Essegiemme per rifare il pass. Era stato così nel 2013, l'ultima volta che l'aveva rinnovato. Ma stavolta l'sms non è mai arrivato. Il residente è riuscito però a dimostrare come quel servizio sia stato sospeso a partire dal maggio 2014 fino al novembre dell'anno scorso (verrà riattivato dal Comune proprio il 12 novembre del 2015 a fronte della protesta di tanti residenti ritrovatisi nella stessa situazione di Maurizio). E quindi niente messaggino sul cellulare il 5 ottobre, quando è iniziata la pioggia di sanzioni per Maurizio.

A confortare la bontà della sua tesi, una mail di Essegiemme (la società partecipata che si occupa dei servizi alla mobilità) del 29 febbraio che conferma la disattivazione degli sms proprio in quell'arco di tempo. «E' risultato quindi che il ricorrente non ha rinnovato il permesso soltanto per essersi dimenticato di farlo - si legge fra le righe della sentenza - pensando di essere avvisato della scadenza». Non solo. La decisione del giudice aggiunge che «deve anche considerarsi che il ripetersi delle violazioni poteva essere evitato da una contestazione immediata o da un'immediata notifica» e che viene così «accertata la buona fede del ricorrente». Buona fede, multe annullate

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