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Cgil: «Troppi premi ai soliti dirigenti Asm»

Cgil: «Troppi premi ai soliti dirigenti Asm»

Il sindacato critica gli oltre dieci avanzamenti di carriera decisi ultimamente Logli: «Stop alle esternalizzazioni selvagge con appalti al massimo ribasso»

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PRATO. Troppi premi ai dirigenti e troppi avanzamenti di carriera in Asm a fronte di esternalizzazioni di servizi con appalti al massimo ribasso sempre più frequenti. La Funzione pubblica Cgil attacca la partecipata all’indomani di una serie (oltre dieci) avanzamenti di carriera sui quali - secondo la Cgil - restano perplessità.

«Il direttore di Asm ci ha confermato le voci di corridoio - afferma Massimo Logli per la segreteria Fp Cgil - e ha fatto parziali dichiarazioni sulle motivazioni e sul numero di alcune splendide e veloci carriere professionali in Asm; abbiamo chiesto i dati ufficiali ma ancora non ci sono pervenuti. Non siamo contrari a premiare il merito - prosegue Logli - anzi alcune volte abbiamo noi stessi sostenuto avanzamenti professionali; ma siamo molto critici sui criteri adottati in questa fase, soprattutto per alcune figure professionali che avevano ricevuto lo scorso anno dei cospicui supermini, per un valore complessivo di circa 70.000 euro annui».

«In questa fase di trasformazione in azienda unica per tutta l’area vasta - prosegue Logli - sarebbe stato più opportuno valutare le progressioni dei vertici aziendali dopo l’attuazione del futuro piano industriale, nel quale si sarebbero decisi gli assetti della nuova azienda unica; probabilmente se a decidere certe cose ci fossero dei veri imprenditori, alcune scelte verrebbero ponderate un po’ meglio e con maggiore cautela».

«Da un nostro studio sugli stipendi e sui livelli professionali su Asm spa - continua il sindacalista - emergeva chiaramente, rispetto alle altre aziende del raggruppamento “Quadrifoglio spa e Publiambliente spa” , un netto sovradimensionamento degli inquadramenti e della spesa per le qualifiche medio alte di natura amministrativa. Nel frattempo si è provveduto ad esternalizzare di tutto e di più, sempre al massimo ribasso, pagando miseri stipendi e precarizzando ancor più i lavoratori in gran parte alle dipendenze di cooperative sociali, nella logica del massimo risparmio e dello sfruttamento di manodopera a buon mercato. Forse è opportuna ed urgente - conclude - qualche riflessione più attenta e una netta inversione di tendenza al riguardo».

Sugli avanzamenti di carriera il direttore Sandro Gensini, chiamato in causa dalla Cgil, ha poco da replicare: «Come sempre ha fatto, Asm sviluppa i servizi anche attraverso appalti, nell’assoluto rispetto delle leggi e dei contratti e con l’obiettivo di valorizzare il lavoro delle persone che prestano servizio in azienda».

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