Il Tirreno

Prato

Caro espulsione per un cinese il rimpatrio costa 16mila euro

di Ilenia Reali
Caro espulsione per un cinese il rimpatrio costa 16mila euro

Messo sull’aereo per Shanghai dopo l’uscita dal carcere della Dogaia Ritenuto pericoloso, è stato accompagnato con voli di linea da due poliziotti

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PRATO. E' finito in carcere e scontata la sua pena per vari reati contro la persona e il patrimonio doveva essere rimpatriato. Ecco quindi che per riportare un cinese senza documenti a Shanghai la Questura, e quindi il Ministero, ha speso 16mila euro. Tanto è costato il viaggio di due poliziotti (appositamente formati per questo tipo di servizio) e del cittadino cinese. Un prezzo elevatissimo per il viaggio di andata per tre persone con tratta Firenze-Parigi-Pechino e il ritorno per i due agenti, comprese ovviamente tutte le spese, che rientreranno in città sabato 30 aprile.

Fortunamente, è il caso di dirlo, le espulsioni verso la Cina sono poche. «In questo caso - spiega il questore di Prato, Paolo Rossi - l'uomo che aveva terminato il periodo da trascorrere in carcere doveva essere espulso dal paese. Il prefetto ha, com'era doveroso, fatto l'ordinanza e la questura di Prato a spese del ministero ha organizzato l'accompagnamento alla frontiera. In questo caso si trattava di persona con regolari documenti di identità e quindi, a differenza di quando accade nella stragrande maggioranza dei casi, era certo il paese di provenienza. Se la sua identità non fosse stata certa, come accade nella maggior parte dei casi, sarebbe stato accompagnato in un centro di accoglienza. Così invece deve essere consegnato alla frontiera alla polizia cinese».

Identità certa e non solo. Il cinese in questione è stato considerato anche pericoloso e quindi non ha potuto viaggiare da solo. «Se si tratta di persona riconosciuta pericolosa, e questo è il caso, deve essere accompagnata alla frontiera. E la frontiera con la Cina è lontana e quindi il viaggio costoso».

Sedicimila euro sono però oggettivamente molti.

«Il giorno in cui la persona va accompagnata nel suo paese è fisso, è quello dell'uscita dal carcere, e quindi noi possiamo organizzare l'espulsione solo in quel giorno. Non ci sono convenzioni e in più dobbiamo garantire la presenza di agenti con una formazione particolare anche perché in aereo non si possono portare armi. E tutto questo cosa. Come costa del resto costa chi, senza documenti, rimane nel nostro paese».

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