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Prato

Ecco il sistema anti-rapina Ma costa oltre 4.000 euro

Ecco il sistema anti-rapina Ma costa oltre 4.000 euro

Firmato in Prefettura il protocollo d’intesa con farmacisti e tabaccai Il prefetto: «Non cavalchiamo l’emergenza, ci stavamo pensando da prima»

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PRATO. Due settimane fa hanno siglato un patto analogo a Palermo. Dalla Sicilia alla Toscana, sempre più si rischia la pelle dietro il bancone. Mai come nel primo trimestre 2016 le farmacie pratesi hanno fatto così gola ai malviventi: su 15 esercizi commerciali che nel primo trimestre di quest’anno hanno subito rapine, 9 sono farmacie. In realtà, al protocollo antirapina che è stato firmato tra Prefettura, Federfarma e l’associazione di categoria dei tabaccai, il prefetto Maria Laura Simonetti dichiara di averci pensato prima dell’escalation di rapine che ha messo a ferro e fuoco le farmacie pratesi tra febbraio e marzo (eclatante il coprifuoco della comunale di piazza Mercatale rapinata ben tre volte in poche settimane).

«Al protocollo stavamo già lavorando, non stiamo cavalcando l’onda di emergenza. Questi strumenti di prevenzione sono frutto di accordi stabiliti a livello di governo centrale e che i singoli prefetti possono decidere di utilizzare nelle varie realtà locale secondo le specificità dei territori». In pratica, d’ora in poi tabaccherie e farmacie potranno collegare i propri impianti di videosorveglianza alle centrali operative delle forze dell’ordine: basterà schiacciare un pulsante per lanciare un segnale di Sos mentre all’esterno la presenza del cartello che segnala la presenza di un apparecchio collegato alle forze di polizia può fare da deterrente. Certo, non è un’operazione a costo zero per l’esercente (che sia tabaccaio o farmacista): si parla di un costo medio di 4-5mila euro per l’acquisto dell’apparecchiatura.

«Su 60 farmacie presenti su Prato e provincia pochi sono ad avere questo impianto - fa notare il presidente provinciale di Federfarma Gennaro Brandi - Proprio in relazione a questi costi e ben sapendo come la nostra categoria non stia attraversando un buon momento sul mercato: l'impegno deve essere quello di far capire ai colleghi l’importanza di questi sistemi di prevenzione del reato». E tra le vittime dei rapinatori anche la nuova farmacia di Tobbiana che ha aperto i battenti da poco, tra le prime sette che hanno visto la luce sul nostro territorio grazie al concorso bandito nel 2012 dalla Regione Toscana (nel corso del 2016 apriranno altre nove sedi).

Numeri alla mano, fa ben sperare un analogo protocollo siglato negli anni scorsi con le banche. «Nel 2012 - ricorda il prefetto - le rapine negli istituti di credito sono state 12, nel 2013 cinque, nel 2014 quattro e l’anno scorso soltanto una: più in generale, i dati fino all’anno scorso non ci raccontano un acuirsi del fenomeno delle rapine».

Anche nel caso degli esercizi commerciali il trend è in calo: si passa dalle 40 rapine nel 2012 alle 32 nel 2015. Ma nel primo trimestre di quest’anno su 12 attività che hanno fatto da bancomat ai malviventi, nove sono farmacie. «Come Fit (sindacato dei tabaccai che fa capo a Confesercenti ndr) stiamo promuovendo tra gli associati l’importanza di questi sistemi

antirapina: anche nel nostro caso il problema è spesso rappresentato dai costi», spiega il rappresentante dei tabaccai Filippo Ciardi. Il protocollo prevede anche l’incentivazione dell’uso della moneta elettronica negli esercizi, altro deterrente a prova di rapina.

Maria Lardara

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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