Il Tirreno

Prato

Al Fondo Atlante oltre il 90% della Banca Popolare di Vicenza

La sede della Banca Popolare di Vicenza
◗
La sede della Banca Popolare di Vicenza

Prato, si è chiuso l'aumento di capitale della Bpvi: su 1,5 miliardi chiesti al mercato, solo 40 milioni sono arrivati dai soci. Ora però la Borsa dovrà decidere se può essere quotata a Milano. "In alternativa la vendiamo o la spezzettiamo"

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La Popolare di Vicenza schiva il "bail-in" (qui si spiega che cos'è). Allo scadere dell'offerta per l'aumento di capitale da 1,5 miliardi a servizio della quotazione a Piazza Affari si è aperto, per la prima volta dalla sua nascita, il paracadute del fondo Atlante che adesso dovrà versare nelle casse della banca circa 1,35 miliardi (dei 4,25 miliardi raccolti) in cambio di poco più del 90% della banca.

"Con la presenza del fondo Atlante tutta la struttura del debito della Popolare di Vicenza è a zero rischio", ha detto il presidente del fondo Quaestio, Alessandro Penati. "Il fondo - ha aggiunto - ha le risorse finanziarie per sostenere l'operazione e questo è il classico caso in cui c'era il rischio di bail-in che ora non c'è più". Adesso però la parola passa a Borsa italiana che, lunedì, dovrà decidere se la Vicenza può approdare o meno sul listino milanese visto il flottante sottilissimo, intorno all'8-9%, in deroga al minimo previsto dal regolamento del 25%. La banca potrebbe far leva sul fatto che Atlante sia un organismo d'investimento collettivo del risparmio (Oicr) e quindi la propria partecipazione andrebbe considerata come azionariato diffuso.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.13338870:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2016/04/21/news/i-soci-della-bpvi-hanno-perso-tutto-1.13338870]]

Nonostante ciò, se l'Ipo non dovesse andare in porto Penati non drammatizza. Le alternative possibili, ha detto presentando il veicolo partecipato da banche, fondazioni bancarie, assicurazioni e Cdp, "sono tante". Si può "vendere la banca, fonderla, spezzettarla" o, una volta ristrutturata, quotarla "ad un prezzo più alto". Detto ciò, Quaestio Sgr punta a "18 mesi per il turnaround" della vicentina. "Se poi si riesce anche ad uscire in 18 mesi sono Warren Buffet. Ci tento". Di solito "per la ristrutturazione di una banca ci vogliono 3 anni ma conto di riuscirci, se possibile, anche in 18 mesi".

Tornando ai risultati dell'operazione, secondo quanto appreso, dei circa 120 mila azionisti oltre 5mila hanno sottoscritto l'operazione a 0,10 euro per azione, per un controvalore di poco sotto ai 40 milioni, ovvero al 2,5% del capitale. Gli investitori istituzionali, invece, hanno coperto tra l'8 e il 9% dell'offerta. Il collocamento delle azioni è stato curato da Mediobanca, JpMorgan, Deutsche Bank, Unicredit e Bnp Paribas mentre Vitale & Associati è stato l'advisor finanziario della banca.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web