Gioco
Politici in coro: lo Stato li doveva aiutare
Le reazioni alla tragedia: da Bugetti (Pd) a Milone (Pls) a Ovattoni (Lega Nord)
PRATO. Numerose sono state le reazioni alla tragedia di Poggio a Caiano.
«Questa vicenda - dice la consigliera regionale del Pd Ilaria Bugetti - ci deve far riflettere, interrogarci e agire di conseguenza. E' un dramma che evidenzia come la crisi che attanaglia la nostra comunità non sia finita e non sia nemmeno più leggera. Immagino uno Stato che non sia solo gabelliere ma che fornisca strumenti per risollevarsi. Penso a uno Stato in cui chi ha perso il lavoro, magari per cause indipendenti dalla sua volontà, possa sentirsi supportato dalla collettività e dalle istituzioni e non costretto a nascondersi. Spiace vedere come le comunità di riferimento abbiano difficoltà, molto spesso basate sulla diffidenza, a farsi prossimi ai bisogni degli altri; troppo spesso costruiamo, anche involontariamente, dei muri con i nostri vicini per paura dell'altro».
«Si trovano miliardi di euro per dare ospitalità ai profughi - attacca il consigliere comunale Aldo Milone - e non si riesce a creare un fondo di solidarietà per gli italiani che sono in difficoltà? Forse perché non creano business e quindi non meritano l'attenzione delle istituzioni? Forse le mie sono considerazioni scontate però vanno riproposte perché mi rendo conto che questi episodi si ripetono costantemente e purtroppo si ripeteranno anche in futuro. Mi fa male vedere come i vari Enti dello Stato e comunali sono pronti a muoversi e a cercare alloggi e altri tipi di aiuto per i profughi mentre forse si voltano dall'altra parte di fronte alle tante difficoltà degli italiani. Temo che anche questo suicidio, dopo che la stampa ne avrà parlato per qualche giorno, verrà messo in soffitta e la vita scorrera' come prima in attesa di un altro episodio simile».
«Non vorremmo fare polemica, vista la situazione di profondo dolore nei quali verseranno sicuramente le persone vicine ad due sposi - commenta Patrizia Ovattoni, segretaria provinciale della Lega Nord - ma è nostro compito in quanto politici ribadire, per l'ennesima volta, la nostra più totale avversione alla situazione che ha portato i due nostri connazionali a prendere una decisione così disperata. Ci sono molte persone che avendo un marcato senso dell'onore non sopportano di vedersi sottrarre l'abitazione e la vita stessa. Riteniamo che tutto questo debba finire perché uno Stato che si possa definire tale deve garantire una vita dignitosa offrendo lavoro e garanzie a coloro che hanno sempre vissuto la loro vita con onestà e dignità. È per questo che noi siamo assolutamente contrari alla pignorabilità della prima casa. Riteniamo che questo governo dovrebbe impegnare maggiori risorse per gli italiani in difficoltà, piuttosto che sperperare miliardi di euro per persone che non hanno nessun diritto di stare qui».
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