Attenzione
Pd, la grande marcia verso il referendum
Il segretario Pd GabrieleBosi: «Il dissenso c’è ma è limitato. La riforma costituzionale renderà lo Stato più moderno ed efficiente»
PRATO. Quindici assemblee, dieci già fatte, cinque da fare, nei circoli, nelle case del popolo, in città e in provincia. Obiettivo: «Arrivare all'appuntamento del referendum costituzionale (in ottobre ndr) e alla campagna elettorale vera e propria con una buona conoscenza della riforma da parte della base Pd. Abbiamo organizzato un percorso molto strutturato perché si tratta di temi che richiedono approfondimento e attenzione».
Ed è per questo che Gabriele Bosi, segretario Pd, agli appuntamenti col popolo democratico (mancano solo Montalbano, Cantagallo e qualche frazione della cerchia pratese) si è presentato "armato" di slide e di una conoscenza impeccabile della riforma che - se andrà in porto - trasformerà, tra le tante altre novità, il Senato, eliminando il bicameralismo perfetto. «Ma soprattutto - spiega Bosi - renderà più efficiente il nostro Stato. Una vittoria del referendum costituzionale - prosegue il segretario Pd - oltre a dare struttura all'anima riformista del Pd, a realizzare una riforma della quale si parla dagli anni Ottanta, confermerà anche l'ambizione costituente di un partito che lavora per un Paese più moderno».
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Come ha risposto la base democratica pratese? Con attenzione e voglia di capire e con - parola di Bosi - sacche di dissenso limitate: «Ci sono state, nelle varie assemblee, prese di posizione decisamente contrarie, per altro del tutto legittime, ma non molte. Direi che la maggioranza è a favore della riforma». Detto altrimenti: è la “corrente” bersaniana che anche nel Pd di Prato punta i piedi ma non tutti i bersaniani, questa volta, sono "contro".
«Il fatto è - prosegue Bosi - che se il dibattito si amplia il più possibile e se si guarda al merito della riforma si supera quella propensione al contrasto che punta a trasformare la consultazione referendaria in un voto pro o contro il governo Renzi. E' vero che il premier ha detto che se perde lascia, ma mi pare una conseguenza implicita data l'importanza dell'esito del voto».
«Durante le assemblee faccio questo esempio - continua Bosi - Costantino Mortati, uno dei costituenti, negli anni Settanta ha definito il senato "un inutile doppione della camera". Per questo eliminare un'anomalia tutta italiana, con un senato della Regione, già previsto nel programma dell'Ulivo del 1996, è la dimostrazione che alla fine facciamo quello che diciamo».
Come si sarà il nuovo senato? Sarà composto da 100 membri (che opereranno a titolo gratuito), 74 scelti tra i consiglieri regionali (che potranno essere indicati dai cittadini in sede di elezioni regionali, le prossime saranno nel 2020), 21 sindaci e 5 persone nominate dal presidente della Repubblica. «I contrappesi sono mantenuti - afferma Bosi - il potere del presidente della Repubblica resta invariato ma per eleggerlo occorrerà un quorum più alto. Quello del presidente del consiglio resta identico. Davvero, per la democrazia non c’è alcun pericolo».
Ma il segretario Pd oltre al referendum costituzionale ha di fronte un’altra sfida, quelle delle amministrative a Carmignano fissate per il 5 giugno prossimo. «Il nostro candidato, Edoardo Prestanti, è giovanissimo, 31 anni, e se sarà eletto - conclude il segretario Pd - sarà il sindaco più giovane della Provincia di Prato. Un segno di grande rinnovamento che ha portato a un programma di grande apertura e modernità».
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