Il Tirreno

Prato

I controlli a Prato spostano lo spaccio di droga a Pistoia

di Maria Lardara
Controlli coi cani anti-droga alla stazione di Porta al Serraglio (foto Batavia)
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Controlli coi cani anti-droga alla stazione di Porta al Serraglio (foto Batavia)

L'assessore Biancalani è stato invitato a una serata sulla situazione della stazione di Pistoia, dove sono aumentati i problemi dopo il giro di vite a Prato

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PRATO. Se i pratesi cantano per adesso vittoria, i pistoiesi non dormono più sonni tranquilli. Droga e spaccio corrono sui binari ferroviari e sembra che ultimamente il viavai di tossicodipendenti stia prediligendo la stazione di Pistoia. Non è un caso che l'assessore alle politiche sociali del Comune di Prato, Luigi Biancalani, sia stato invitato stasera (giovedì 28 aprile, alle 21) a partecipare all'incontro "Pistoia, Stazione di Pistoia" su iniziativa del circolo Pistoia Centro del Pd in un circolo Arci.

«L'area della stazione - scrivono in una nota gli organizzatori - è diventata un ambiente a rischio sociale, come è successo in altre realtà vicine (Porta al Serraglio a Prato) e in molte realtà del paese». Ben lungi dall'essere estirpato alla radice, il fenomeno del degrado e dello spaccio intorno alle stazioni sembra declinarsi ora in salsa pistoiese. Se qualche risultato Prato lo ha ottenuto impiegando una task-force fissa di forze dell'ordine per ridurre il problema al Serraglio, ora la storia sembra ripetersi a Pistoia. C'è voluto l'effetto combinato delle telecamere delle Iene, la protesta dei pratesi con tanto di manifestazioni in piazza, una petizione dei cittadini e la squadra degli operatori di strada dispiegata dal Comune per allentare la stretta sul centro storico.

Ora Pistoia prenderà lezioni da Prato sugli strumenti da mettere in campo? Oppure servirà anche lì la potenza mediatica de "Le Iene"? «Non ci fa certo piacere che il fenomeno si sia spostato - ammette l'assessore Luigi Biancalani - Di sicuro nonostante la legislazione nazionale non ci agevoli, tutti i mezzi di contrasto messi in campo stanno piano piano producendo qualche risultato, a partire dai controlli costanti e ripetuti con l'identificazione di queste persone per le quali viene disposto il foglio di Via. Ognuno deve fare un piccolo pezzo di strada per contrastare questo fenomeno, ed è quello che come Comune stiamo facendo». Guai però ad abbassare la guardia. «E' per questo - sottolinea il prefetto Maria Laura Simonetti - che non stiamo allentando la presa dei controlli alle stazioni che ormai sono diventati strutturali».

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