Il Tirreno

Prato

«Sono in grado di provvedere a se stessi»

Il vicesindaco Faggi: «Se i bambini non vivranno dignitosamente verranno affidati ai servizi sociali»

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. «Se credono di venire in Comune e ricattarci con la situazione nella quale ora vivono i bambini, si sbagliano di grosso. Se i minori non hanno un luogo dignitoso nel quale stare, manderemo i servizi sociali che li prenderanno in custodia». Chiarissima la posizione del vicesindaco Simone Faggi che ben conosce la storia, piuttosto tormentata e ricca di colpi di scena, degli Halilovic, uno dei nuclei storici rom di Prato. «Non vorrei essere frainteso - prosegue il vicesindaco che ha dato mandato di compiere una serie di accertamenti all’indomani del rogo, all’una di martedì notte, della roulotte nella quale vivevano - ma secondo le nostre informazioni, quel nucleo è perfettamente in grado, in particolare a livello economico, di provvedere a sè stesso. Dunque il Comune non muoverà un dito per agevolarli. Discorso diverso, ovviamente - aggiunge - per i minori (tre piccolissimi ndr)che, nel caso fosse riscontrato che non vivono in una situazione di confort minimo, verranno affidati ai servizi sociali. Le pretese di questa famiglia sono state malgestite per anni, ma ora è finita». Nubi si addensano sul futuro del nucleo rom composto dal capostipite Elio, da Tomas, uno dei figli, ai quali si sono aggiunti ultimamente la figlia Arsia, i suoi tre figli, oltre al compagno. C’erano tutti loro, assieme alla moglie di Elio, nella roulotte che ha preso fuoco l’altra notte, parcheggia in un appezzamento attiguo all’ex campo nomadi in viale Marconi. E sono vivi per miracolo.

Ed è con l’obiettivo di regolarizzare una situazione “al limite” da ormai troppi anni, che nei mesi scorso il Comune ha avviato le procedure per lo sgombro della roulotte nella quale vivevano in precedenza, piazzata su un terreno di loro proprietà in via Torcicoda a Vergaio. In quell’occasione scattò anche il sequestro. «Il fatto è - continua Faggi - che nessuno, nè loro ne qualcun altro, può piazzare un camper da qualche parte e andarci a vivere senza avere autorizzazioni e permessi. Anche quella era una situazione da sanare». E così è stato. Sotto sequestro anche la casa acquistata dalla famiglia Halilovic negli anni Novanta a Iolo e affittata ai cinesi «perché abbiamo avuto lamentele sul fronte della quiete pubblica. Se la magistratura dissequestrerà l’immobile - conclude Faggi - potrà rientrarne in possesso la famiglia».(c.o.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa